---
title: "Rosemary, la suora che &#8220;ricuce&#8221; la speranza"
description: Religiosa ugandese, suor Rosemary ha salvato e ridato dignità a migliaia di ragazzine rapite e schiavizzate dai ribelli del Lord’s Resistance Army
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/sister-rosemary-nyirumbe-time-100-feat-1024x683.jpg
date: 2017-10-01
modified: 2017-10-02
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/ottobre-2017/rosemary-nyirumbe-la-suora-cuce-la-speranza/
categories: [Ottobre 2017]
tags: [Cucire la speranza, Gulu, Lord’s Resistance Army, Rosemary Nyirumbe, Uganda]
---

# Rosemary, la suora che &#8220;ricuce&#8221; la speranza

![Rosemary, la suora che &#8220;ricuce&#8221; la speranza](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/sister-rosemary-nyirumbe-time-100-feat-1024x683.jpg)

##### Religiosa ugandese, suor Rosemary ha salvato e ridato dignità a migliaia di ragazzine rapite e schiavizzate dai ribelli del Lord’s Resistance Army che per anni hanno devastato il suo Paese

* * *

*Suor Rosemary Nyirumbe sarà ospite al **Pime di Milano il 18 ottobre, ore 21 **(via Mosè Bianchi, 94)**, ** per una conferenza su: “Cucire la speranza", sulla sua esperienza a favore delle ex bambine-soldato nel Nord dell'Uganda*

* * *

Considerate rifiuti di nessun valore, pronte per essere gettate nella spazzatura, quelle linguette ricavate da lattine e tenute insieme da un filo sottile erano diventate delle graziose borsette che offrivano una possibilità di vita nuova alle ragazze che le avevano realizzate. Ma quelle linguette, insignificanti e gettate via, assomigliavano in qualche modo proprio a quelle ragazze. Un tempo giovani e belle, erano state rapite, violentate, usate, ridotte a schiave. O costrette a commettere atti terribili. E ora considerate come spazzatura. Sopravvissute per miracolo - e spesso incinte o madri giovanissime -  venivano rifiutate anche dalle loro stesse famiglie. **Vittime innocenti trattate come scarti di una storia crudele**.

Siamo nel **Nord Uganda**, terra insanguinata per lunghi anni da un conflitto che ha provocato oltre trentamila morti, due milioni di profughi e sfollati e circa centomila minori rapiti e reclutati a forza. Un conflitto fatto soprattutto sulla pelle dei bambini. Era tra i più piccoli, infatti, che il terribile **Lord’s Resistance Army** (Esercito di resistenza del Signore, Lra), la sanguinaria milizia di **Joseph Kony**, reclutava i propri effettivi, drogati e indottrinati, costretti a commettere i peggiori crimini o, nel caso delle bambine, ridotte a schiave: sessuali e non solo.

Ma è sempre in questa terra martirizzata e violentata che sono maturati anche segni e iniziative straordinari di resistenza, riscatto e speranza. Uno dei più significativi è rappresentato da **suor Rosemary Nyirumbe**, religiosa delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, che **ha strappato oltre duemila ragazze ai miliziani del Lra, restituendo loro libertà e dignità.** Un lavoro lungo e difficile, che le è valso nel 2007 il riconoscimento di **“eroe dell’anno” da parte della Cnn**. E, nel 2014, il settimanale Usa **Time** l’ha inserita **tra le “100 persone più influenti al mondo”**.

Istruzione e lavoro sono al centro dell’opera di questa straordinaria donna che, a quindici  anni, decide di diventare religiosa per dedicarsi ai poveri. Il noto medico missionario Giuseppe Ambrosoli la vuole come prima assistente ostetrica in sala parto nell’ospedale di Kalongo. In seguito **suor Rosemary si laurea e prende un master in Etica dello sviluppo**.

Nel 2001,  decide di dedicarsi specialmente alle ragazze vittime del Lra e prende la guida della **St. Monica Girls Tailoring School di Gulu**. «Fuori dalla nostra scuola - racconta - ci sono ancora molte ragazze afflitte da un grande dolore. Noi saremo sempre qui per loro, per aiutarle a rialzarsi e a ricostruire la loro dignità con amore, affetto e accettazione. Abbiamo così tante donne e così tanti bambini di cui prenderci cura. Non c’è tempo da perdere».

Suor Rosemary si mette al lavoro e non smette più. Ascolta i racconti agghiaccianti di moltissime ragazze rapite quando erano ancora delle bambine, **usate come oggetti sessuali dai miliziani**, brutalizzate per farle diventare a loro volta capaci delle peggiori efferatezze. La maggior parte, però, non racconta. Vuole solo dimenticare. Ma tutta quella violenza è qualcosa che rimane dentro. C’è voluto più di un anno a Sharon per trovare il coraggio di parlare. E di chiedere perdono. «Perché avresti bisogno del mio perdono?», la ha chiesto suor Rosemary. «Perché mi hanno fatto uccidere mia sorella».

Quello di Sharon non è un caso eccezionale, anzi. È proprio attraverso l’uccisione di genitori, fratelli, parenti, sangue del proprio sangue, che i ribelli del Lra “iniziavano” i più piccoli alla guerra, cercando di **strappare dal loro cuore ogni pietà, senso etico, umanità**.

I testimoni di quella guerra, ormai da molti dimenticata, raccontano di atrocità e nefandezze. Ma il dopoguerra - come ricorda il giornalista Toni Capuozzo nell’introduzione al libro “Cucire la speranza” (Emi, 2017) - è talvolta «peggiore della guerra stessa. Con i sospetti e i rancori che si trascinano specie nelle guerre civili, dove vittime e carnefici vivono fianco a fianco, è una sfida più sottile».

Per questo il lavoro che suor Rosemary continua a fare tenacemente con le sue **scuole di cucito e cucina** ha un significato che va oltre la vita delle singole ragazze a cui sta restituendo il futuro. È un messaggio di tenacia e di speranza che spesso appartiene soprattutto ai grandi sognatori. «**Non smetterò mai di sognare!**» ripete suor Rosemary. Ma nello stesso tempo non smette mai di darsi da fare perché i suoi sogni diventino realtà. «Mi comporterò come se potessi», è l’altro slogan di questa religiosa che non si è mai lasciata frenare dal senso di inadeguatezza di fronte all’enorme compito di cui si è fatta carico.

In questa sua avventura ha incontrato e coinvolto molti amici. È stata supportata da missionari e missionarie italiani, ma soprattutto da gruppi e associazioni americani come [Pros for Africa](http://www.prosforafrica.com/), fondata dall’avvocato americano Reggie Whitten che è anche coautore del libro. Grazie al supporto di molti sostenitori, suor Rosemary ha fondato la **Sister United** e la[Sewing Hope Foundation](https://www.sewinghope.com/) per l’esportazione di borse e oggetti prodotti alla St. Monica School, che oggi vengono venduti in tutto il mondo come pezzi unici di artigianato di pregio. Rifiuti trasformati - in tutti i sensi - in qualcosa di bello e prezioso

**IL LIBRO E LA TESTIMONIANZA**

“[Cucire la speranza. Rosemary Nyirumbe, la donna che ridà dignità alle bambine-soldato](http://www.emi.it/rosemary-nyirumbe-cucire-la-speranza-nuovo-libro-bambine-soldato)” (Emi, prefazione di Toni Capuozzo) è il titolo del libro pubblicato da Emi che racconta la vita e l’impegno di questa suora ugandese.

Ed è anche il titolo della **testimonianza di suor Rosemary al Pime di Milano, mercoledì 18 ottobre**, nell’ambito del ciclo di conferenze dell’**Ottobre missionario 2017** sul tema: "[Artigiani di nuova speranza](https://www.pimemilano.com/Slider-home/ottobre-missionario-2017-i-mercoledi-al-pime.html)".

Una testimonianza grande non solo per l'Uganda ma per l’intera Africa, un continente in cui sia la Chiesa locale che la società civile stanno dando, in molti contesti e su più fronti, straordinari esempi di resistenza e di promozione della vita e dello sviluppo. Un messaggio di grande attualità e responsabilità anche per tutti noi.

 
