---
title: Africa solare
description: "L'Africa accelera sul fotovoltaico: boom di importazioni di pannelli dalla Cina e milioni di persone che accedono per la prima volta alla corrente elettrica."
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/AFP__20231122__33XV8VK__v2__HighRes__KenyaAfricaCop28EnergySolar-e1792509671439-1024x683.jpg
date: 2026-10-20
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/ottobre-2026/africa-solare/
categories: [Ottobre 2026]
tags: [Africa, energia rinnovabile, fotovoltaico]
---

# Africa solare

![Africa solare](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/AFP__20231122__33XV8VK__v2__HighRes__KenyaAfricaCop28EnergySolar-e1792509671439-1024x683.jpg)

##### Il continente sta facendo notevoli passi avanti nell'installazione di sistemi fotovoltaici che permettono a milioni di persone di avere accesso alla corrente elettrica. Con importanti risvolti economici e ambientali

L'Africa è spesso il continente dei paradossi. Anche quando si parla di energia. Da un lato, infatti, oltre 600 milioni di persone nella regione subsahariana non hanno accesso alla corrente elettrica e nelle aree rurali la percentuale supera il 70% della popolazione. Dall'altro, è il continente che sta crescendo in maniera più sorprendente sul fronte delle energie rinnovabili. Questo grazie soprattutto al solare. Da giugno 2024 allo stesso periodo del 2025, si è assistito a un vero e proprio boom di importazioni di pannelli dalla Cina (che ha quasi il monopolio mondiale della produzione e dell'esportazione), con un aumento complessivo del 60%. E anche i dati più recenti mostrano che la domanda proveniente dall'Africa resta molto dinamica. Nel 2025 il continente ha installato 4,5 GW di nuova capacità fotovoltaica, facendo segnare un +54% della capacità solare rispetto all'anno precedente.

E nei primi mesi di quest'anno è stata letteralmente una corsa all'acquisto di pannelli dalla Cina. Nel marzo 2026 il valore delle importazioni è aumentato del 238% rispetto all'anno precedente e del 211% rispetto al mese di febbraio, raggiungendo 438,3 milioni di dollari.

Una svolta storica? L'ottimismo non manca. *Mutatis mutandis*, sembra di assistere alla "rivoluzione" della telefonia mobile che, di fatto, ha portato a un uso capillare e sistematico dei telefonini, bypassando in larga misura la diffusione delle reti fisse. Il paragone è un po' improprio, ma rende l'idea. Soprattutto oggi che - con il miglioramento delle tecnologie fotovoltaiche, la riduzione dei costi, la crescente disponibilità di sistemi di accumulo e la maggiore diffusione di impianti autonomi (*off grid*) - si assiste a una diffusione sempre più rilevante, anche in zone remote, di installazioni non necessariamente collegate alla rete.

Insomma, dopo anni di crescita relativamente lenta, il continente sta entrando in una fase di forte espansione anche grazie alla combinazione di politiche pubbliche più favorevoli, sviluppo economico e diminuzione dei costi. Un segnale importante riguarda anche l'ampliamento geografico del mercato con otto Paesi africani che hanno già installato almeno 100 MW di nuova capacità: oltre a Sudafrica, Egitto, Algeria e Marocco, hanno raggiunto questo traguardo anche Nigeria, Zambia, Tunisia e Botswana, mentre Ciad e Ghana sono rimasti di poco al di sotto. Ma se i governi manterranno politiche favorevoli agli investimenti, l'Africa potrebbe diventare entro il 2030 uno dei principali motori della crescita mondiale dell'energia solare.

Secondo Fitch Ratings, questa trasformazione è di natura strutturale e non rappresenta un fenomeno temporaneo. Anche perché la produzione cinese sta trovando proprio in Africa - oltre che nel Sud-est asiatico - nuovi importanti sbocchi commerciali. Pechino, infatti, ha riorientato verso queste due vaste e promettenti regioni del mondo una parte crescente delle proprie esportazioni, dopo l'introduzione di dazi e di altre misure protezionistiche da parte di Paesi come gli Stati Uniti e l'India. Secondo il report *The First Evidence of a Take-Off in Solar in Africa* ("La prima prova di un decollo del solare in Africa"), di Ember - *think tank* indipendente specializzato in energia e transizione energetica - «l'ascesa del solare in Africa è cominciata sul serio. Ed è possibile che questa crescita sia solo l'inizio».

Implicazioni e conseguenze sono su più livelli: economici, ma anche ambientali; pubblici, ma anche privati; riguardano progetti su vasta scala, ma anche mini-reti. Quella che si profila oggi è anche una grande sfida in termini di sicurezza energetica e di progressivo affrancamento dalle fonti fossili: un tema sempre più attuale e urgente di fronte a scenari internazionali - e specialmente mediorientali - grandemente destabilizzati e imprevedibili. Il forte aumento dell'energia solare in Africa potrebbe avere conseguenze molto profonde, non solo per il continente ma anche per l'economia e la geopolitica globali. Gli effetti dipenderanno da come verranno sviluppate e potenziate le politiche energetiche, le infrastrutture e le reti elettriche.

Il primo obbiettivo ovviamente è quello di far arrivare più corrente a più persone. Secondo i dati dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea), l'Africa ha uno dei tassi più bassi di accesso all'elettricità al mondo con una capacità produttiva di appena 0,26 TW nel 2023, molto lontana da quella della Cina (2,6 TW), degli Usa (1,2 TW) e dell'Europa (1 TW). Nell'Africa subsahariana, quasi due persone su cinque vivono senza accesso alla corrente. Il processo di elettrificazione non ha tenuto il passo della crescita demografica ed è stato rallentato anche dalla pandemia di Covid-19: sia nel 2023 che nel 2024, meno di 19 milioni di persone hanno ottenuto l'accesso all'elettricità, rispetto ai 23 milioni del 2019. Le infrastrutture elettriche tradizionali sono ancora molto carenti, ma anche quando gli allacciamenti sono disponibili, i costi elevati rendono l'elettricità inaccessibile per molte famiglie a basso reddito.

Sempre secondo l'Iea, i finanziamenti per l'accesso all'elettricità sono ancora inadeguati e dipendono eccessivamente dal pubblico. Nel 2023 sono stati stanziati meno di 2,5 miliardi di dollari per nuovi allacciamenti elettrici nell'Africa subsahariana. «Dopo un calo legato alla pandemia di Covid-19, gli impegni finanziari sono risaliti nel 2021, per poi crescere costantemente del 5% all'anno. Circa la metà è destinata all'accesso tramite la rete, sebbene le soluzioni decentralizzate abbiano registrato un aumento del 20% dei finanziamenti tra il 2019 e il 2023». «Tuttavia - fa notare l'Iea - nonostante l'80% della popolazione senza accesso viva in aree rurali, i finanziamenti rimangono sbilanciati nelle aree urbane e concentrati in pochi Paesi. Metà dei flussi, infatti, sono incanalati verso Angola, Kenya, Mozambico, Nigeria, Senegal e Sudafrica».

Oggi, però, si va anche verso una combinazione economicamente vantaggiosa di espansione della rete e di soluzioni decentralizzate, come mini-reti e sistemi autonomi. In molti casi, infatti, risulta più economico installare un impianto fotovoltaico locale che costruire centinaia di chilometri di linee elettriche. E maggiore accesso all'elettricità significa anche maggiore sviluppo.

È quanto registra anche l'Africa Outlook 2025 dell'Economist Intelligence Unit: «L'Africa si appresta a diventare la regione a più rapida crescita al mondo entro il 2026, ma il percorso da seguire è accidentato». L'attuale povertà energetica rappresenta ancora uno dei principali ostacoli alla promozione di uno sviluppo che sia anche rispettoso dell'ambiente e delle popolazioni. Di qui l'importanza di un sempre maggiore utilizzo di risorse rinnovabili, non solo solare, ma anche idroelettrica, eolica e geotermica. Le potenzialità esistono e i governi africani sembrano essersene accorti.

Le importazioni di pannelli solari stanno infatti (parzialmente) riducendo quelle di carburante (che pesano molto sui bilanci degli Stati) e, sperabilmente, anche l'utilizzo di generatori diesel ancora molto diffusi oltre che molto costosi e inquinanti. Infine, si potrebbe abbassare sensibilmente la produzione di elettricità da carbone, tuttora molto presente, ad esempio, in Paesi come il Sudafrica, che produce l'83% del totale del continente. Non per nulla è anche la nazione con le più alte emissioni di CO2. Allo stesso tempo, però, il Sudafrica è lo Stato in cui si vedono i maggiori progressi in termini di sviluppo delle energie rinnovabili: in quasi dieci anni, dal 2015 al 2023, è passato, infatti, dal 2% al 12% di energia prodotta con il solare e l'eolico (poco al di sotto della media mondiale del 13% e il doppio rispetto a quella di tutta l'Africa). L'obiettivo è di arrivare al 30% nel 2030. Intanto, lo scorso maggio sono state inaugurate le prime stazioni di ricarica per veicoli elettrici, alimentate da energia solare e completamente *off-grid*, lungo una delle principali autostrade del Paese, quella che collega Johannesburg alla città costiera di Durban.

È un importante passo avanti che riguarda un altro settore che si sta sviluppando velocemente in Africa: quello della mobilità elettrica. Un settore che, grazie al riutilizzo, alla riconversione e al riciclo delle batterie, potrebbe diventare esso stesso più ecologico e sostenibile. Le batterie provenienti dai veicoli elettrici, infatti, potrebbero avere una "seconda vita", fornendo sistemi di accumulo a costi inferiori, favorendo l'elettrificazione delle aree rurali più povere, le micro-reti e la stabilizzazione della produzione da fonti rinnovabili. A grande vantaggio sia delle comunità che dell'ambiente.
