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title: "Da Damietta a oggi, lo stile dell&#8217;incontro"
description: "Dalla visita di Francesco al sultano al-Kamil a Damietta ai grandi viaggiatori francescani in Asia: otto secoli di missione \"disarmata\"."
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date: 2026-09-29
modified: 2026-09-30
author: Giuseppe Caffulli
url: https://www.mondoemissione.it/ottobre-2026/da-damietta-a-oggi-lo-stile-dellincontro/
categories: [Ottobre 2026]
tags: [San Francesco]
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# Da Damietta a oggi, lo stile dell&#8217;incontro

![Da Damietta a oggi, lo stile dell&#8217;incontro](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/20191017_160344-scaled-e1790690019535-1024x813.jpg)

##### Dalla visita di Francesco al Sultano a figure come Giovanni da Pian del Carpine o il cardinale Massaia: la ricca storia della missione francescana

L'incontro di Francesco d'Assisi con il sultano al-Malik al-Kamil a Damietta segna simbolicamente il punto d'origine della vocazione missionaria francescana. Nel pieno della Quinta crociata, Francesco attraversa le linee di guerra e raggiunge il sultano in Egitto: non per convertire con la forza, ma **per testimoniare** **il Vangelo attraverso** il dialogo e **la povertà.** Il paradigma di una missione "disarmata", fondata sull'incontro e non sulla conquista.

Dopo la morte del santo (1226), l'Ordine francescano eredita questa tensione tra contemplazione e missione. Nel XIII secolo i frati minori diventano protagonisti di una straordinaria stagione di viaggi verso i confini del mondo conosciuto. Tra le figure più importanti spicca Giovanni da Pian del Carpine, inviato nel 1245 da Innocenzo IV come legato presso i Mongoli. Il suo viaggio fino alla corte del Gran Khan a Karakorum produce una delle prime descrizioni attendibili dell'Impero mongolo, aprendo una via diplomatica e informativa tra Europa e Asia.

Pochi anni dopo, Guglielmo di Rubruck, originario delle Fiandre, compie un viaggio ancora più approfondito (1253-1255), vivendo per mesi tra le popolazioni dell'Asia centrale. Il suo resoconto è una delle fonti etnografiche più preziose del Medioevo. Parallelamente, Giovanni da Montecorvino rappresenta il primo grande tentativo di radicamento cristiano in Cina (fine XIII-inizio XIV secolo). Fondatore della comunità cattolica a Pechino e primo arcivescovo della città, traduce testi liturgici e cerca di costruire una Chiesa locale stabile in Estremo Oriente.

Accanto alle missioni in Asia, anche il Nord Africa e il Mediterraneo restano aree centrali. In età medievale e poi moderna, figure come Raimondo Lullo elaborano un'idea missionaria innovativa: imparare le lingue, usare la ragione e il dialogo interreligioso per annunciare la fede. Lullo, attivo tra XIII e XIV secolo, tenta personalmente viaggi missionari nel Maghreb, fino al martirio tradizionalmente collocato in Tunisia. Nel contesto della Terra Santa, la presenza francescana si consolida stabilmente dal XIV secolo con la Custodia, che diventa presidio spirituale, culturale e diplomatico nei luoghi legati alla vita di Gesù, garantendo continuità alla presenza cristiana in contesti spesso instabili.

In età moderna e contemporanea, la spinta missionaria si rinnova con figure come il cardinale Guglielmo Massaia, cappuccino, attivo nel XIX secolo in Etiopia. La sua opera combina evangelizzazione, mediazione politica e assistenza sanitaria. A questa linea si collega il siciliano Gabriele Maria Allegra, frate minore, protagonista del XX secolo. Missionario in Cina, dedica gran parte della sua vita alla traduzione integrale della Sacra Scrittura in cinese moderno. La sua opera rappresenta una delle più significative mediazioni culturali tra cristianesimo e mondo sinico nel Novecento.

Nel loro insieme, queste esperienze delineano una traiettoria coerente: da Damietta a oggi, un modello di missione fondato su incontro, itineranza, inculturazione e apertura al mondo.
