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title: Non dimentichiamo il Venezuela
description: "A tre mesi dal terremoto che ha fatto 8mila morti e 40mila dispersi, il Venezuela resta in una situazione catastrofica: l'impegno della Caritas."
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date: 2026-10-20
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/ottobre-2026/non-dimentichiamo-il-venezuela/
categories: [Ottobre 2026]
tags: [Caritas, Fondazione Pime, terremoto, Venezuela]
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# Non dimentichiamo il Venezuela

![Non dimentichiamo il Venezuela](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/20260626_caritas_venezuela-1024x573.jpg)

##### Non se ne parla più, ma dopo il terribile terremoto che il 24 giugno ha provocato 8 mila morti e 40 mila dispersi la situazione resta catastrofica. L'impegno della Caritas

«Nella nostra famiglia siamo in dodici persone, di cui sette minorenni. Due sono cardiopatici e adesso stanno da alcuni familiari, perché noi abbiamo perso tutto. Non abbiamo più una casa, non abbiamo acqua e cibo, non abbiamo lavoro e dunque nessun guadagno, non abbiamo aiuti da nessuno…». Maria trattiene a stento le lacrime, mentre racconta la penosa situazione in cui lei e la sua famiglia si trovano ancora oggi a più di tre mesi dal doppio devastante terremoto che lo scorso 24 giugno ha messo in ginocchio il Centro-nord del Venezuela. Una tragedia per molti versi dimenticata o oscurata da tante emergenze e sempre nuove catastrofi che si stanno verificando nel mondo.

Quella del Venezuela, tuttavia, rimane una delle situazioni più tragiche in assoluto, con numeri impressionanti: 8 mila morti "ufficiali" e oltre 40 mila dispersi. Un'ecatombe. Il team di Caritas Italiana, che si è recato la scorsa estate sul posto - e di cui facevano parte il direttore don Marco Pagniello e la responsabile dell'Ufficio Europa e America Latina, Laura Stopponi -, testimonia di una situazione apocalittica con chilometri e chilometri di macerie specialmente nell'area di La Guaira, quella maggiormente colpita. Uno scenario inenarrabile, in cui si iscrivono le storie di migliaia di persone che hanno perso tutto, a cominciare dai propri cari.

«Abbiamo davanti un grande e lungo percorso», conferma l'arcivescovo di Caracas Raúl Biord Castillo, che per 11 anni, dal 2013 al 2024, è stato vescovo proprio a La Guaira e dunque conosce bene non solo i posti, ma soprattutto le persone, le famiglie, le comunità cristiane, molte delle quali sono letteralmente sparite. «Un lungo percorso - insiste - per ricostruire vite, per sanare ferite, ma anche per rimettere in piedi tante scuole e ospedali, tante parrocchie. Dobbiamo ricostruire un Paese. E per questo abbiamo bisogno del sostegno e della fratellanza della Chiesa universale. Per favore non abbandonateci!».

L'impegno immediato della Caritas - a cui aderisce anche Fondazione Pime con una campagna di raccolta fondi - ha permesso di portare in questi mesi i primi aiuti di emergenza: cibo, acqua, indumenti, kit igienico-sanitari… Ma ora si tratta di guardare avanti in un Paese peraltro già messo in ginocchio da una lunga crisi politica e socio-economica che ha costretto milioni di persone a emigrare all'estero per cercare condizioni di vita migliori e per sostenere le proprie famiglie rimaste sul posto.

«Andando nelle zone terremotate ci siamo resi conto che la situazione oggi non è molto diversa rispetto al giorno dopo il terremoto - racconta Laura Stopponi -. È vero, molte persone ora ricevono almeno un pasto da qualche organizzazione umanitaria e o beni di prima necessità. Ma è tutto distrutto e la domanda che ci stiamo ponendo è che cosa succederà tra un mese, tra un anno, perché i danni sono veramente estesi e i bisogni sono davvero tanti. Oltretutto, la popolazione era già stata colpita da una grave crisi economica. Questi due eventi, l'impoverimento della gente e il terremoto, si sono sommati, e questo naturalmente fa sorgere molti interrogativi sul futuro».

La Caritas Italiana, dentro la rete di Caritas Internationalis, si è attivata per individuare le aree di intervento prioritarie, in collaborazione con la controparte venezuelana che, all'indomani del sisma, ha immediatamente avviato la campagna *Tras el temblor, el amor* ("Dopo la scossa, l'amore"), imperniata sul modello operativo "Plan 24x24", che garantisce una gestione trasparente ed efficiente degli aiuti: a inizio agosto, su oltre 19 mila tonnellate di beni di prima necessità ricevuti o acquistati localmente, l'84% era stato consegnato alle comunità e alle persone terremotate. «Il contesto richiederà uno sforzo enorme di progettazione e pianificazione per poter dare effettivamente una mano a queste comunità», precisa Laura Stopponi.

Per questo l'attività della Caritas sta entrando ora in una "fase mista", in cui gli aiuti d'emergenza si intrecciano con i primi interventi volti alla riabilitazione e alla ricostruzione. Insieme a quello sanitario, un grosso tema è quello abitativo. Nelle aree colpite dal terremoto si stima, infatti, che siano necessarie 25 mila nuove case. Molte persone sono state accolte - dove possibile - nelle parrocchie. «I primi giorni è stato straziante - racconta padre Carlos Viscano, vicario della parrocchia di Nostra Signora della Candelaria a Carabaggeda, che si trova proprio nel cuore dell'area colpita -. Tanta gente si è riversata qui subito dopo le scosse. Molti venivano a cercare i propri cari. Gridavano ad alta voce i loro nomi e ogni volta non c'era una risposta, era una tragedia più grande di noi. Solo il cuore può darci la vera speranza!».

Di speranza parla anche il direttore di Caritas italiana, don Marco Pagniello: «C'è tanto da fare - ammette -. Vogliamo impegnarci nel dare speranza e nel promuovere nuove opportunità. E vogliamo fare gesti concreti, per continuare a essere vicini alle tante persone che hanno perso tutto».

Caritas Internationalis stima in 10 milioni di euro il budget necessario per una risposta integrata alle emergenze e alla ricostruzione sicura. Per questo, però, c'è bisogno dell'aiuto di tutti.
