---
title: "Madagascar: nostalgia della bellezza"
description: "Anche noi ci siamo lasciate stupire: ora la sfida è vivere ogni giorno la naturalezza della condivisione. L'esperienza di Sara Maria Trainotti in Madagascar"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Mex-giu-lug-1024x768.jpeg
date: 2026-06-20
modified: 2026-06-10
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/pime-news/madagascar-nostalgia-della-bellezza/
categories: [Africa, Pime News]
tags: [Madagascar, Mex, pime giovani, Università Cattolica del Sacro Cuore]
---

# Madagascar: nostalgia della bellezza

![Madagascar: nostalgia della bellezza](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Mex-giu-lug-1024x768.jpeg)

##### «È una meraviglia». Era la frase preferita di suor Sifa e anche noi ci siamo lasciate stupire: ora la sfida è vivere ogni giorno la naturalezza della condivisione. L'esperienza di Sara Maria Trainotti con il progetto Mission Exposure del Pime in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano

Scegliere di partecipare a un percorso come quel­lo del Mex è un privilegio di cui si inizia a capire la forza quando ti viene assegnato un Paese, ti viene affidata (e sei affidata a) una compagna di viaggio e vieni accolta da una comunità. Poi si parte: ci si riem­pie gli occhi e il cuore di paesaggi, volti e storie. E poi si ritorna a casa e ti trovi di fronte a una quotidianità che non riconosci più: lì per me è iniziata la vera sfida. Come custodire tutto quello che ho ricevuto e farlo fruttare nella mia vita, qui, in Italia?

Io sono ri-partita dal rileggere il mio mese a Soamahamanina, un villaggio nel cuore del Madagascar, la grande “isola rossa” africana. Io e Giulia abbiamo partecipato a un mese di attività estive (an­che se, dall’altra parte del mondo, eravamo in inverno) organizzate dalla comunità di suore dorotee che ci ospitava. Non abbiamo fatto altro, o meglio non ci ve­niva chiesto nulla di più: dovevamo cambiare prospet­tiva, entrare nella concezione dello “stare”, esserci semplicemente, senza dover preparare attività aggiun­tive ma giocare con i bambini e i ragazzi, farci cono­scere e amare, farci travolgere dalle meraviglie che non avevamo mai visto o assaggiato o ascoltato.

«È una meraviglia» è infatti la frase preferita di suor Sifa: ce la ripeteva a tavola ogni giorno per promuo­vere le sue prelibatezze culinarie. È diventato il no­stro mantra: viviamo con la voglia di stupirci del bello che ci circonda, anche quello più inaspettato - come la terra rossa che impregnava i vestiti dopo un pomeriggio passato a rincorrere i ragazzi - e quello più commovente, come l’accoglienza di ogni persona del villaggio che con il tipico saluto, “manao ahoana”, ci rendeva parte di una grande comunità. Una comu­nità che è la somma di tutti i volti che abbiamo cono­sciuto e che ora ricordiamo con grande felicità e un po’ di nostalgia, e se pensiamo che Soamahamanina in malgascio significa proprio “nostalgia del bello” tutto acquista un po’ più di senso nel nostro conosce­re la semplice bellezza del vivere africano.

Tutte queste avventure si fondono nel mio cuore in un’unica esperienza di vera pace, non una quiete iner­te, priva di conflitti interiori o di difficoltà, ma una pace vibrante di vita e di amore che non si impone, ma si fa spazio e lascia spazio per far fiorire noi e, con noi, i nostri vicini. Una fioritura che è frutto dell’accoglien­za più pura: la nostra forza, le nostre ferite, i nostri successi, le nostre insicurezze unite in un mix cultu­rale che non distanzia ma avvicina. Ecco, quindi, la mia sfida degli ultimi mesi nel cercare di vivere quoti­dianamente questa naturalezza umana: la bontà e l’amore che sono intrinseci nel gesto di donare e rice­vere un po’ di tempo per gli altri, la fatica che viene condivisa e la gioia che diviene piena nel momento in cui è scambievolmente partecipata. Ed è una sfida che sicuramente vale la pena accettare.
