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title: "Aids, il Papa: garantire l&#8217;accesso alle cure"
description: "In occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids il Papa invita a fare di più per l'accesso alle terapie, di cui gode solo un ammalato su due"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/AIDS-awareness-campaign-1-1024x683.jpg
date: 2016-12-01
modified: 2016-11-30
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/sviluppo/aids-papa-garantire-laccesso-alle-cure/
categories: [Sviluppo]
tags: [Aids, papa Francesco, Tanzania]
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# Aids, il Papa: garantire l&#8217;accesso alle cure

![Aids, il Papa: garantire l&#8217;accesso alle cure](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/AIDS-awareness-campaign-1-1024x683.jpg)

##### In occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids, Papa Francesco ha ricordato che solo metà delle persone malate hanno accesso alle terapie salvavita.

«Milioni di persone convivono con questa malattia e solo la metà di essi ha accesso a terapie salvavita. Invito a pregare per loro e per i loro cari e a promuovere la solidarietà perchè anche i più poveri possano beneficiare di diagnosi e cure adeguate. Faccio appello infine affinchè tutti adottino comportamenti responsabili per prevenire un'ulteriore diffusione di questa malattia». In occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids, che ricorre oggi, **Papa Francesco** ha lanciato questo appello per l'accesso alle terapie salvavita, ricordando che a beneficiarne è solo un ammalato di Aids su due.

A fine giugno circa **18,2 milioni di persone nel mondo avevano accesso ai farmaci salvavita** contro il virus Hiv responsabile dell' Aids, tra cui 910.000 bambini, pari al doppio rispetto a cinque anni prima, come afferma l'ultimo rapporto dell'Unaids, il programma congiunto delle Nazioni Unite sull'Aids: Nel mondo però **vivono con il virus Hiv 36,7 milioni di persone**, fra cui ci sono le persone colpite dal virus che non sanno di esserlo, come evidenziato in questi giorni dall'Organizzazione mondiale della sanità: almeno 13 milioni, una cifra enorme.

L'accesso alle cure, però, **non è solo un problema di numeri** e nemmeno di disponibilità di farmaci.** A incidere sono le decisioni dei governi** e i pregiudizi nei confronti delle persone colpite dalla malattia. Il mese scorso** il ministro della Salute della Tanzania ha annunciato che il paese vieterà i programmi contro l’HIV/AIDS rivolti agli omosessuali** e che saranno sospesi, fino a ulteriore comunicazione, i programmi finanziati dagli Stati Uniti che forniscono esami, preservativi e assistenza medica alle persone gay. Le conseguenze potrebbero essere gravissime. Il piano di lotta all'Aids per l'Africa (PEPFAR, [President’s Emergency Plan For AIDS Relief](https://en.wikipedia.org/wiki/President%27s_Emergency_Plan_for_AIDS_Relief)) fu avviato dal presidente George W. Bush nel 2013 e in questi anni, grazie a 61 miliardi di euro di finanziamenti, ha salvato la vita a milioni di persone. Il governo africano accusa questi programmi di "incoraggiare l'omosessualità", che in Tanzania è reato punibile con pene fino a trent'anni di carcere.

Una** buona notizia arriva dal Sudafric**a, dove in questi giorni è iniziato il test sulla popolazione di **un nuovo vaccino contro il virus Hiv,** il primo di nuovo sviluppo in sette anni. Lo ha annunciato il **National Institute of Health statunitense, che finanzia il progetto.** Il vaccino che sarà testato è **una versione rinforzata dell'unico che ha fin qui dato segno di offrire qualche protezione** in un trail in Thailandia nel 2009. In questa fase saranno arruolati 5400 uomini e donne tra 18 e 35 anni in tutto il paese, dove ogni giorno ci sono oltre mille infezioni. La versione precedente ha mostrato un'efficacia del 31,2% nella protezione, che gli esperti sperano di aumentare con un cambiamento in alcune componenti e nel calendario di somministrazione, con i primi risultati che dovrebbero arrivare nel 2020. «Se impiegato insieme alle armi che abbiamo attualmente contro il virus un vaccino efficace potrebbe essere il chiodo finale nella bara dell'Hiv - afferma **Anthony Fauci,** direttore del [National Institute of Allergy and Infectious Diseases](https://www.niaid.nih.gov/) -. Anche un vaccino moderatamente efficace potrebbe diminuire significativamente il peso della malattia in paesi e popolazioni ad alto tasso di infezione».

 

 
