Grazie Seide, testimone credibile della Sua Resurrezione
Il ricordo di un uomo semplice e straordinario, che ha vissuto con saggezza e pazienza, incarnando il Vangelo nella vita e lasciando un segno profondo in tutta la sua comunità
Il silenzio del Sabato santo è ciò che più posso paragonare alla tua dipartita, caro Seide: un silenzio fatto di sgomento e incredulità, ma allo stesso tempo un silenzio nel quale già riecheggia la speranza della vita eterna. Non posso dimenticare la corsa in moto per darti l’ultimo saluto, prima che la terra coprisse definitivamente il tuo corpo. Non dimenticherò mai la comunità cristiana di Cossebà quel giorno, riunita attorno a te, per il tuo ultimo passaggio: anziani, donne, bambini, insieme in un grande silenzio.
Silenzio… Te ne sei andato in silenzio, caro Seide, alle cinque del mattino di una domenica, senza disturbare nessuno: era ciò che volevi. L’alba del giorno del Signore già sorgeva, portando con sé l’annuncio di Resurrezione che appartiene al VII giorno, e tu esalavi l’ultimo respiro.
Paolo VI ripeteva spesso una frase che ha caratterizzato la tua vita: «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri testimoni che maestri». Hai vissuto così la tua vita: sei stato per noi suore e per la comunità cristiana di Cossebà-Cunté un testimone credibile del Vangelo. Nella semplicità del lavoro agricolo e nelle scelte quotidiane hai sempre vissuto con coraggio il tuo «sì» a Dio. In una realtà poligamica hai scelto la novità di un matrimonio monogamico che ti è costata cara, perché controcorrente rispetto alla tradizione. Hai amato tua moglie come se fosse l’unica al mondo, superando con pazienza e dialogo le tante difficoltà che la malattia ti ha riservato nella vita. E hai amato ascoltare la Parola di Dio più di ogni altra cosa. Con dedizione sgranavi le pagine del Nuovo Testamento e una luce brillava nei tuoi occhi ogni volta che ci si radunava per la formazione delle giovani coppie.
La Parola di Dio era il tuo pane quotidiano ed eri felice di “spezzarla” per ciascuno di noi nei momenti di condivisione, nella catechesi e nelle celebrazioni liturgiche da te presiedute, in assenza del sacerdote che celebrava la Messa. L’aderenza delle tue omelie alla vita quotidiana e alla realtà culturale era sorprendente. Quanto abbiamo imparato tutti! Con determinazione e coraggio i tuoi consigli ma soprattutto le tue scelte di vita sono stati linfa per quella comunità cristiana che dalla fine degli anni Ottanta sino a oggi ha visto il Vangelo diffondersi, anche grazie a te e alla tua famiglia.
Una parola su tutte ci ricorda quel che sei stato: pazienza. È quello che più ci hai insegnato: nel parlare e nel prendere decisioni, nel cercare soluzioni pacifiche ai problemi legati alla convivenza nella tabanca e nella gestione della scuola. La tua pazienza è quello che più ci mancherà, Seide, perché è il tratto distintivo di quel Dio che hai abbracciato e che ti ha affascinato nei tre anni di formazione al catechistato di Nhloren, vicino a Mansoa. Una pazienza fatta di speranza e di determinazione e intrisa della luce della Resurrezione.
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