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La prima visita di un Papa in Algeria

Annunciato questa mattina lo storico viaggio di Papa Leone nel Paese nordafricano dal 13 al 15 aprile. Proseguirà poi in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. «È una grande gioia e un onore per noi accogliere il Papa. Ci mostra la grande attenzione della Chiesa universale verso la nostra piccola chiesa locale», dice il vescovo di Orano Davide Carraro, missionario del Pime

«È con grande gioia e gratitudine che accogliamo l’annuncio ufficiale della visita di Papa Leone XIV in Algeria, in risposta all’invito delle massime autorità del Paese. Questo sogno, espresso in diverse occasioni, di un Papa in visita in Algeria è diventato realtà!». Così i quattro vescovi dell’Algeria hanno reagito all’annuncio ufficiale del viaggio che il Pontefice effettuerà in questo Paese dal 13 al 15 aprile prima di recarsi in Africa subsahariana. «Accogliendo l’invito dei rispettivi capi di Stato e delle autorità ecclesiastiche – si legge nel comunicato della Sala stampa vaticana -, il Santo Padre Leone XIV compirà un viaggio apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale dal 13 al 23 aprile. Sua Santità si recherà ad Algeri e Annaba dal 13 al 15 aprile; a Yaoundé, Bamenda e Douala dal 15 al 18 aprile; a Luanda, Muxima e Saurimo dal 18 al 21 aprile; e a Malabo, Mongomo e Bata dal 21 al 23 aprile».

Ma se tutti gli altri Paesi erano già stati meta di un viaggio apostolico – alcuni più volte come il Camerun e l’Angola, mentre in Guinea-Equatoriale l’ultima visita di Pontefice, Giovanni Paolo II, risale al 1982 – per l’Algeria si tratta di una prima assoluta.

«Papa Leone – scrivono i vescovi – verrà, naturalmente, nella terra di Sant’Agostino, dove si è già recato due volte in qualità di Superiore generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Verrà anche nella terra dei diciannove membri della Chiesa cattolica beatificati l’8 dicembre 2018. Soprattutto, verrà a visitare l’Algeria contemporanea, terra di incontro tra Nord e Sud, Est e Ovest, Occidente e mondo arabo-musulmano».

«È una grande gioia e un onore per noi accogliere il Papa – ci dice il vescovo di Orano Davide Carraro, missionario del Pime -. Questa visita ci incoraggia e ci mostra la grande attenzione della Chiesa universale verso la nostra piccola chiesa locale d’Algeria». «Il Nordafrica ha dato tre Papi alla Chiesa universale, e ora un Papa viene per la prima volta a far visita alla Chiesa d’Algeria», si rallegra il vescovo di Costantina, Michel Guillaud, che accoglierà Papa Leone ad Annaba, l’antica Ippona, di cui Sant’Agostino fu vescovo.

La sua memoria e l’attualità del suo pensiero e della sua testimonianza saranno al cuore di questa visita. Del resto, lo stesso Papa, presentandosi alla loggia di San Pietro, si era definito “figlio di Agostino”. E da superiore dell’Ordine si era già recato due volte ad Annaba, nel 2001, per una conferenza sul santo teologo, e nel 2013 per l’inaugurazione della basilica restaurata.

«L’8 maggio, giorno in cui il Papa è stato eletto, – fa notare l’arcivescovo di Algeri, cardinale Jean-Paul Vesco – cade la festa liturgica dei martiri beati di Algeria. Quello stesso giorno l’ho invitato a venire nel nostro Paese. E a breve è seguito anche l’invito delle autorità algerine. Ed ecco che questa visita finalmente si realizza».

Il motto scelto – “La pace sia con voi” – sono state le prime parole pronunciate da Leone, presentandosi alla folla di piazza San Pietro a Roma. «Ci lasciamo guidare da queste parole. E dal suo continuo richiamo alla pace, “una pace disarmata e disarmante”, che rievoca una preghiera del priore di Tibhirine Christian de Chergé. Credo che il Papa sia profondamente segnato dall’Algeria. Da parte algerina, invece, il legame con sant’Agostino rappresenta un elemento identitario forte, capace di parlare a questo popolo, orgoglioso della propria storia e cultura, pur essendo quasi esclusivamente musulmano».

La visita si articolerà su due giorni. Il primo ad Algeri dove incontrerà le autorità, la popolazione e, infine, la piccola comunità cristiana in uno dei luoghi-simbolo della Chiesa, la basilica di Notre Dame d’Afrique. Il secondo giorno, invece, sarà interamente dedicato ad Annaba-Ippona, con la celebrazione della Messa nella basilica di Sant’Agostino, la visita alle rovine dell’antica città di Ippona e il saluto agli anziani della casa di riposo delle Piccole Sorelle dei Poveri.

Le tappe in Africa subsahariana

La mattina del 15 aprile Papa Leone riprenderà l’aereo per il Camerun, dove soggiornerà a Yaoundé, ma visiterà anche Douala, capitale economica del Paese, e molto più sorprendentemente Bamenda, nel nord-ovest, in una regione flagellata sin dal 2013 da un terribile (e totalmente “dimenticato”) conflitto, che ha provocato migliaia di morti e quasi 500 mila sfollati interni. Douala e soprattutto Bamenda sono considerate tradizionalmente zone di opposizione politica al governo ormai quarantennale di Paul Biya, che è salito al potere nel 1982 ed è stato riconfermato tra molte polemiche nell’ottobre dello scorso anno.  L’annuncio della visita di Papa Leone «ha suscitato grande entusiasmo e dibattito – spiega una nota dell’arcidiocesi di Bamenda, che sottolinea come questa visita «dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento della fede dei cattolici del Camerun, sulla promozione della pace e sull’affrontare la crisi umanitaria del Paese».

Dopo l’Angola, dove toccherà le città di Muxima e Saurimo, oltre alla capitale Luanda dal 18 al 21 aprile, Papa Leone farà l’ultima tappa di questo viaggio africano in Guinea Equatoriale, dove lo attende un altro presidente “dinosauro”: Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, al potere ininterrottamente dal 3 agosto 1979. In questo Paese, visiterà oltre che l’antica capitale Malabo, anche le città di Mongomo e Bata dal 21 al 23 aprile.

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