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Caro Papa, ti scriviamo…

Un gruppo di giovani brasiliani della parrocchia del Pime di Belém, dove sono presenti i missionari del Pime, ha mandato una lettera a Papa Leone XIV. Ecco la sua risposta

«Caro Santo Padre, siamo i giovani della parrocchia di Santa Luzia dell’arcidiocesi di Belém, nella regione amazzonica del Brasile. Abbiamo il desiderio di condividere un po’ della nostra realtà di cristiani che cercano di vivere e annunciare il Vangelo in mezzo alle sfide del mondo di oggi». Inizia così la lettera inviata a Papa Leone XIV da un gruppo di ragazzi che frequentano una delle parrocchie periferiche della capitale del Pará, guidata da due missionari del Pime, padre Francesco Sorrentino e padre Flavio Piccolin. Molto attivi nella comunità cattolica, questi giovani si trovano però a vivere situazioni difficili in una regione segnata da contraddizioni e diseguaglianze. La stessa città di Belém ne è una rappresentazione eloquente, con i suoi grattacieli moderni e le vaste aree degradate. Quella di Jurunas, dove si trova la parrocchia del Pime, è una di queste, con decine di migliaia di persone che vivono su palafitte in riva al Rio Guamá.

Pur consapevoli delle bellezze naturali e della cultura vivace in cui sono cresciuti, questi giovani affrontano anche «molte difficoltà sociali: violenza, disuguaglianza, criminalità e perdita di valori…». Molti si sentono demotivati, senza punti di riferimento. «La fede – scrivono al Papa – è stata per noi un’ancora di salvezza. La nostra parrocchia è un luogo di accoglienza, ascolto, conversione e missione. È lì che troviamo spazio per crescere, servire e sognare un mondo più giusto e fraterno». Ed effettivamente la comunità rappresenta per molti di loro, così come per tanti bambini e adulti, un punto di riferimento sia spirituale che esistenziale: «Con la forza dello Spirito Santo e ispirati dalle parole di Vostra Santità, abbiamo cercato di camminare insieme, costruire legami e coltivare un’amicizia fraterna. Vogliamo essere una presenza attiva, creativa e impegnata nella vita della Chiesa. Seguiamo con gioia la testimonianza di amore, semplicità e impegno di Vostra Santità verso i poveri, le cui parole toccano profondamente i nostri cuori, facendoci sentire visti, ascoltati e apprezzati».

Proprio nei giorni della festa di santa Lucia, lo scorso dicembre, i giovani di Belém hanno ricevuto la risposta che tanto attendevano. A nome di Papa Leone, l’arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto della Segreteria di Stato, ha scritto loro una lettera: «Sua Santità mi ha affidato il compito di esprimere la sua gratitudine e di ricordarvi quanto da lui affermato durante il Giubileo dei giovani, nella veglia di preghiera: “Cari giovani, Gesù è l’amico che ci accompagna sempre nella formazione della nostra coscienza. Se volete veramente incontrare il Signore Risorto, ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza. Riflettete sul suo stile di vita e cercate la giustizia per costruire un mondo più umano. Servite i poveri e testimoniate così il bene che sempre desideriamo ricevere dal prossimo. Siate uniti a Gesù Cristo nell’Eucaristia. Adorate Cristo nel Santissimo Sacramento, fonte della vita eterna. Studiate, lavorate e amate secondo l’esempio di Gesù, il Maestro buono che cammina sempre al nostro fianco”. Come pegno di abbondanti favori celesti, Papa Leone XIV concede a voi, estendendolo alle vostre famiglie, ai membri del consiglio pastorale per la gioventù e a quanti vi sono cari, la sua benedizione apostolica».  

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