Il bus-biblioteca per i bambini di Kabul

Il bus-biblioteca per i bambini di Kabul

Freshta Karin, 25 anni, ha aperto la prima biblioteca mobile di Kabul, caricando oltre 500 libri per bambini in un pullman che guida in tutta la città per avvicinare i più piccoli alla cultura, come antidoto contro ogni guerra

«Quando ero piccola avevamo solo una rivista in casa. Era il giornaletto per bambini “Kamkeyan Anees” che mio padre aveva comprato per mia sorella maggiore. L’ho letto mille volte, era tutto quello che avevamo». Dice così Freshta Karin, 25 anni, creatrice della prima biblioteca mobile di Kabul, che ha passato l’infanzia nell’Afghanistan degli anni Novanta dove l’accesso all’istruzione e alla cultura rimaneva in secondo piano rispetto alle esigenze primarie suscitate dalla guerra civile che in quel decennio ha dilaniato il Paese. «Molte persone a Kabul – e io ero tra loro – vivevano senza avere cibo a sufficienza, erano tempi di estrema privazione» ha spiegato Freshta, che insieme alla famiglia ha dovuto rifugiarsi in Pakistan senza poter fare ritorno in patria prima della caduta dei talebani, nel 2001.

 

 

A dispetto delle circostanze, però, e nonostante la sua condizione non le abbia dato grandi opportunità culturali, dalle pagine dell’unico giornaletto che girava per casa Freshta si è appassionata alle storie e alla lettura. Ad appena 12 anni trovò un lavoretto in una tv locale e più tardi vinse una borsa di studio per frequentare la scuola in India, da dove più recentemente è partita per l’Università di Oxford per laurearsi in Public Policy.

Proprio sulla base della sua esperienza personale, il mese scorso Freshta ha deciso di aprire una biblioteca itinerante per i bambini di Kabul. Caricando a bordo di un bus azzurro cinquecento libri di ogni tipologia e genere – tutti adatti ai più piccoli – lo sta guidando per tutta la città con l’obbiettivo di far nascere la passione della lettura nelle giovani generazioni. Ancora oggi infatti, nonostante la situazione politica sia cambiata, la società afgana è preoccupata innanzitutto della sopravvivenza: basti pensare che la città di Kabul conta sei milioni di persone ma appena un pugno di biblioteche.

 

Per questo, l’iniziativa di Freshta è una novità assoluta nel panorama culturale afgano. In appena quattro settimane – tra bambini, genitori e residenti – sono saliti a bordo dell’autobus guidato da Freshta oltre mille persone. L’obbiettivo del progetto della donna – sviluppato con l’aiuto di una squadra di amici che si sono impegnati ad aiutarla anche dal lato finanziario, lanciando apposite raccolte fondi – è portare l’autobus in altre città del Paese e aggiungere la possibilità per i piccoli lettori di seguire corsi e attività a bordo.

 

La biblioteca mobile che vaga per le strade di Kabul si chiama charmaghz, che significa noce, il frutto che più di tutti assomiglia per forma al cervello umano. «I nostri bambini hanno bisogno di opportunità – ha detto Freshta – e sono sicura che questo lavoro che stiamo facendo alla base della società avrà un grande impatto, quando lo valuteremo tra dieci anni».