Skip to main content

Conversione

Leggo la breve condivisione di un missionario: “L’esperienza di lavoro e vita con indù, musulmani e buddisti mi ha fatto capire che non sono loro, ad avere bisogno di conversione, ma io…” E’ un concetto ormai abbastanza comune fra i missionari, e in vari modi l’ho espresso anche io per quanto riguarda me. Ma è proprio esatto? A me pare che giochi sul filo dell’ambiguità del termine “conversione”. Da un lato dice che indù, musulmani e cristiani non hanno bisogno di lasciare la loro religione, dall’altro intende dire non che io devo lasciare la mia religione, ma che ho bisogno di convertirmi più profondamente e autenticamente al vangelo. Non credo che si intenda ritenere gli “altri” come “giusti che non hanno bisogno di conversione”. Forse sarebbe più preciso dire che tutti, ciascuno a partire dalla propria condizione, abbiamo bisogno di convertirci, e che la missione non è per convertire gli altri restando come si è, ma per convertirci tutti, per quanto possibile insieme.

Articoli correlati

«Ho abbracciato la morte prima di nascere». La poesia che un uomo del Bangladesh ha dedicato a Michelangelo, bambino ma…
Tre mesi dopo La mia ultima scheggia era intitolata “Devil Hunt”, cioè “caccia al diavolo”. Caccia proclamata dal gover…
“Fare insieme” è il titolo di quest’ultima “scheggia”, perché parla di alcune attività che si propongono di coinvolgere…