Skip to main content

Cristo

Tozzo, irsuto, seminudo, un sacco floscio sulla spalla gobba, cammina spedito sulla strada macchiata di luci rade, ancora bagnata di pioggia, popolata di rikscia.  A tratti, un grido. Forte, chiaro, lungo: “Oh amar bhaira!” – “Oh fratelli miei!”. Non rallenta, non guarda, non evita le pozze fangose, non chiede.  Passa. Svolta, infine, e ancora da lontano giunge quel grido, e ancora.  E ancora.  “Oh fratelli miei!” Forse ancora uno giunge fioco, confuso col frastuono lontano delle auto; o forse è lo stesso grido che ora è dentro di noi mentre la vita sulla strada riprende e cancella.

Articoli correlati

«Ho abbracciato la morte prima di nascere». La poesia che un uomo del Bangladesh ha dedicato a Michelangelo, bambino ma…
Tre mesi dopo La mia ultima scheggia era intitolata “Devil Hunt”, cioè “caccia al diavolo”. Caccia proclamata dal gover…
“Fare insieme” è il titolo di quest’ultima “scheggia”, perché parla di alcune attività che si propongono di coinvolgere…