10 milioni dall’Italia per contrastare El Niño
Il ministero affari Esteri ha presentato il Piano Nazionale di risposta all’emergenza alimentare provocata dal fenomeno climatico “El Niňo” in cinque Paesi dell’Africa tra cui l’Etiopia.
Un piano per scongiurare lo spettro della fame in cinque Paesi africani. Lo ha presentato ieri a Roma la Farnesina: 10 milioni di ero per finanziare sia interventi di prima emergenza in favore delle comunità più vulnerabili, sia progetti destinati a consentire la ripresa delle attività agro-pastorali. La realizzazione degli interventi interesserà 5 Paesi (Etiopia, Mozambico, Malawi, Swaziland e Zimbabwe). Il Piano prevede sia interventi di prima emergenza in favore delle comunità più vulnerabili, sia progetti destinati a consentire la ripresa delle attività agro-pastorali. Come abbiamo raccontato nel primo piano del numero di aprile di Mondo e Missione, in Etiopia e Somalia è in corso la peggiore siccità degli ultimi 30 anni. In Etiopia l’intervento della cooperazione italiana si concentrerà su una delle aree più colpite, la regione dell’Afar. Lvia è una delle organizzazioni non governative italiane impegnate sul campo, proprio in Afar. Cristina Coletto, volontaria LVIA in Etiopia è basata nella sede di Telelak in Etiopia: «Il nostro è un intervento lungo e complesso che costruisce sviluppo nel lungo termine – spiega -, ad esempio con attività volte a dare maggiore sostenibilità alla pastorizia attraverso tecniche per la tutela del suolo e la conservazione dell’acqua. Qui in Afar abbiamo iniziato due anni fa, con finanziamenti di ECHO e del MAE. Adesso è chiaro che bisogna attivarsi nell’emergenza, con risultati immediati, per salvare vite umane. E per questo, ci stiamo attivando come LVIA insieme al Governo etiope ed altre Ong internazionali. Ma è importante non perdere di vista l’importanza degli interventi a lungo termine, sui quali continueremo ad impegnarci, perché con il peggioramento climatico vediamo che crisi come siccità e carestie sono sempre più frequenti, Sono interventi che vogliono permettere di prevenire, in futuro, le emergenze umanitarie.».Articoli correlati
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