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Icona decorativaIcona decorativa15 Marzo 2019 Ilaria Beretta

Sudan: la protesta a fumetti

Con le sue vignette pubblicate su Facebook e Twitter, un giovane fumettista sta raccontando le proteste che da dicembre scuotono il Sudan
  Raccontare manifestazioni e proteste a fumetti. È quello che sta facendo in Sudan Boushra Al-Mujahid, giovane artista originario di Khartum che con la sua matita prova ad accendere i riflettori su una rivolta urlata da mesi della quale ci arriva però ben poca eco. Da dicembre il Sudan è infiammato da proteste cominciate per l’aumento del costo della vita e per una crisi economica che ha aggravato le condizioni di circa metà della popolazione già piegata dalla povertà. La rivolta è sfociata ben presto in una polemica contro al governo e al presidente Omar al-Bashir, tra i leader africani più longevi, alla guida del Paese dal 1989. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2075925685818203&set=ms.c.eJxNVElyBEAI~_lHKffn~%3Bx1IjGTpXClSUbpPOtXCzmBSpH~%3BsDMkfH~%3BR8AhhMYAPIFwk5i~_4DV1CojUAfkfIFUSF6NBSPJcABKIE6iTaAsJnbYpfwYwi4FiVBSeUWdk9ZejSLQCoCSFkiCAGo8t92fLrZkDGokawwkSsmCEWSsA6D9DUi4oG0wuI~%3BFxuQrSTm3xtFTsCA3AgNACFyNXNbQO6XlEsiTmBOA2wwCqDGsYQaAbe0iZVEE~_hjNSW3AYJeLZSxjme6QKAGYE3YJuRpOBmJpPFTGeZlll4AXoxekMJnCTAFARtZJlIxCW2XbO3hMs21hH8FJKwDwDHXPI30IYB98c9kKgJK~_rOtS0reP4ZvLxpKNS24M9m47Cga7DJZs9DKYlM80Bwt69hc1lDUWbpVz7IVunlsENxnckgv~%3B~_APuvcQuAZhjkktv61pKALell9IG8Bh7kmQNu0c4~%3BFDKsNMYAmirTzJgsIujBn~_YQk6DOS3HHPIAzPG8xGW9twjcQ1ZerqIAcEEx1yUpSezjuc3bafNVFn7L5qusvHwE~%3B6BCcJvBrVIw6BY5Dea0Gm2fuYbEKenzIssuiGU8cyNgsAZiGTxl4y7yvYuXfeaQ6PkFV3hgZQ~-~-.bps.a.2075924275818344&type=3&theater   Il fumettista – per il quale i cartoon sono soprattutto una passione visto che Boushra di professione fa l’ingegnere – segue da vicino le vicende di casa sua, pur essendosi trasferito in Arabia Saudita per lavoro. Ogni giorno abbozza una vignetta d’ultim’ora e la posta su Twitter corredandola con #SudanUprising, l’hashtag che fa da etichetta alla protesta. Proprio come tutte le rivolte africane degli ultimi anni, infatti, i social media hanno una parte importante anche nelle manifestazioni del Sudan: se non altro perché su 40 milioni di abitanti circa 13 usano Internet e oltre 28 milioni adoperano uno smartphone. Insieme a Whatsapp questi sono strumenti indispensabili poi per l’associazione dei professionisti sudanesi, il gruppo di medici, ingegneri e insegnanti che coordina le contestazioni e convoca raduni dando unità alle proteste. Grazie a Twitter e Facebook (le due piattaforme più diffuse in Sudan) i manifestanti possono inoltre denunciare molestie e maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine. Per questo Al Bashir, oltre a cercare di arginare le manifestazioni con la forza e prima ancora di dichiarare lo stato di emergenza (lo ha fatto il 22 febbraio), ha limitato l’accesso alle piattaforme web più diffuse. Alla misura la popolazione ha risposto equipaggiandosi con reti private virtuali. Boushra – che vivendo all’estero non è stato toccato direttamente dalla misura – ha moltiplicato le sue vignette di racconto e denuncia: «Faccio il project manager e disegno dopo l’orario di lavoro. Mi è sempre interessato disegnare gli eventi regionali del mondo arabo [e in effetti Boushra ha già documentato la rivoluzione egiziana del 2011 e seguito con la matita la causa palestinese, ndr] ma questa volta voglio raccontare per bene la rivolta in Sudan, il mio Paese. Ecco perché faccio vignette, a volte anche cinque al giorno».   https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2075926719151433&set=a.2075924275818344&type=3&theater  
Foto da Facebook @Boushra Cartoonist
   

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