Zikomo, dal Malawi il «grazie» di padre Pacifici
Un libro su quarantun’anni di missione in Africa. Un «testamento gioioso» come la musica e la danza dell’Alleluya Band fondata da padre Mario con i ragazzi di Balaka per raccontare dalle periferie il Vangelo della gioia
L’ha intitolato Zikomo, che nella lingua del Malawi vuole dire «grazie». E lo definisce il suo «testamento gioioso», in cui racconta i suoi 41 anni di «gioia non terminata» in missione. È il libro in cui padre Mario Pacifici – missionario monfortano di Entratico, piccolo paese della provincia di Bergamo, dal 1977 in Africa – racconta la sua esperienza proprio con la stessa gioia dell’Alleluya Band, il complesso musicale dei suoi ragazzi del Malawi con il quale spesso gira l’Italia con un tour che si chiama Odala/Beati. All’Alleluya Band avevamo dedicato un articolo su Mondo e Missione due anni fa, quando si preparavano ad andare a Cracovia con i giovani di tutto il mondo per la Gmg con papa Francesco.«Nel nostro mondo e nei nostri cuori – ci aveva detto in quell’occasione padre Mario – spesso manca la pace: la beatitudine del Vangelo della gioia può farcela ritrovare. Da sempre la musica e la danza sono un linguaggio che unisce e che, allo stesso tempo, impegna in una solidarietà fraterna e operosa». Ma l’Alleluya Band è inseparabile da tutto quanto questo missionario italiano ha fatto nascere nel villaggio di Balaka, dove vive la sua missione. A partire dal Comfort Community Hospital da lui creato nel 1994 in un Paese in cui ci sono meno di 300 medici e praticamente nessun pediatra. Per non parlare delle innumerevoli attività educative dall’Andiamo Youth Cooperative Trust, ma anche delle chiese costruite in Malawi da padre Mario: l’ultima l’ha dedicata a Sant’Andrea in memoria di suo fratello morto proprio nella missione di Balaka nel 2005.
Articoli correlati
«Urge il coraggio di visioni nuove»
Nell’incontro con il Presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema, al potere da 47 anni, Papa Leon…
Papa a Saurimo, città dei diamanti: «Non siamo nati per diventare schiavi»
Terzo giorno in Angola, Leone XIV, dalla città dei diamanti, parla delle persone «sfruttate dai prepotenti e ingannat…
Da Bamenda al mondo: il messaggio di Leone XIV ai signori della guerra e agli artigiani di pace
«Chi rapina la vostra terra delle sue risorse, in genere investe in armi buona parte dei profitti, in una spirale di …

