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Manila, una vita spesa nel traffico

MISSIONE ZAMBOANGA
Secondo le stime meno pessimistiche, ogni abitante della metropoli di Manila passa un quarto della sua vita – se non di più – nel traffico
Maria, 36 anni, madre di una bambina di tre anni, parte alle cinque di ogni mattina per percorrere 17 chilometri e non essere in ritardo in ufficio alle otto. «Prima ancora di iniziare il mio lavoro, mi sento già stanca fisicamente e mentalmente. Mi sento sempre più stressata e purtroppo la situazione peggiora di giorno in giorno». Secondo le stime meno pessimistiche, ogni abitante della metropoli di Manila passa un quarto della sua vita – se non di più – nel traffico. Un lavoratore impiega in media tre ore per andare al lavoro e altrettante per ritornare a casa. Andare in ufficio o in fabbrica, a scuola, al supermercato, o in ospedale; ma anche cercare di trovare un momento di pace o di divertimento… qualsiasi spostamento è diventato un problema che mette a dura prova il sistema nervoso, la salute e l’economia delle persone e della comunità. Si calcola, infatti, che la città di Manila perda ogni giorno circa 60 milioni di euro a motivo del traffico che strozza l’esistenza dei suoi cittadini. Anni e anni di negligenza nel creare infrastrutture hanno lasciato la capitale filippina con poche strade principali attraverso la città. A ciò si aggiunga il caotico sistema di trasporti privati di autobus e mini-bus, con la nota indisciplina degli autisti, indifferenti alle regole stradali, che si fermano ovunque per caricare e scaricare passeggeri, per capire come mai le ore di punta durino ormai all’infinito. Il neo presidente Rodrigo Duterte e la sua amministrazione, in carica per i prossimi sei anni, avranno un bel daffare per risolvere questo problema e garantire una vita più sana e dignitosa ai 12 milioni di abitanti della metropoli di Manila. Ma la speranza è l’ultima a morire… anche nel traffico!

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