Messico, dialogo per la pace
Comincia domani, 30 gennaio, il secondo Dialogo nazionale per la pace, presso l’università Iteso di Guadalajara. Un incontro che propone un cambiamento di approccio: dall’ascolto alla corresponsabilità
Dal 30 gennaio al primo febbraio, in Messico, donne e uomini di tutti i settori della società si riuniranno presso l’università ITESO di Guadalajara, nello stato di Jalisco, per partecipare al secondo Dialogo nazionale per la pace, un incontro che propone un cambiamento di approccio: dall’ascolto alla corresponsabilità. Ben 1.370 persone, un movimento plurale e orizzontale, saranno la voce e il desiderio di pace in un Paese costantemente provato dalla violenza. Si tratta del secondo appuntamento di questo grande movimento popolare che, partendo dal basso, cerca di recuperare quel tessuto sociale che sembra essersi smarrito.
Alla conferenza stampa che ha avuto luogo a Città del Messico, presso la sede della Conferenza episcopale del Messico (Cem), il 12 gennaio scorso, erano presenti monsignor Héctor M. Pérez Villarreal, segretario generale della Cem, il gesuita padre Jorge Atilano González Candia, direttore esecutivo del Dialogo nazionale per la pace, e padre Luis Gerardo Moro Madrid, provinciale della Compagnia di Gesù in Messico. Insieme hanno illustrato fini e metodologie che verranno adottati nel meeting di Guadalajara.
L’incontro rappresenta la continuazione di un percorso di ascolto iniziato più tre anni fa. Un “farsi prossimo”, al di là delle appartenenze politiche, del credo religioso e dello stato sociale, che coinvolgerà 320 membri di gruppi provenienti da 32 Stati del Messico, tra cui rappresentanti dei comuni, vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici di 70 diocesi, esponenti di altre confessioni religiose, universitari e giovani, imprenditori, vittime costruttrici di pace, organizzazioni della società civile, rappresentanti delle università, membri di governi locali, esperti, intellettuali e analisti sociali.
Nella presentazione dell’evento, il ricordo è andato a tre delle tante vittime che sono cadute sulle strade messicane, i gesuiti padre Javier Campos e Joaquín Mora, insieme alla guida turistica Pedro Palma, uccisi a Cerocahui, nello Stato di Chihuahua, il giugno 2022, uno dei tanti omicidi che da decenni insanguinano il Messico.
L’obiettivo ora è di responsabilizzare ogni settore della società. In questi anni sono nati 26 gruppi di studio locali in grado di generare dialogo, incontro e progetti concreti. Dall’Agenda nazionale per la pace derivano 14 azioni che rappresentano una scommessa sulla corresponsabilità come il sostegno alle vittime, la creazione di spazi di dialogo, l’educazione alla pace, la cura dell’ambiente, la partecipazione dei cittadini e la giustizia riparativa.
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