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Al cuore dell’annuncio

Fare pastorale significa testimoniare il Vangelo non solo con le parole, ma con scelte quotidiane di prossimità, giustizia e condivisione. Come raccontano padre Naresh Gosala e padre Franco Beati

«La missione non è solo annunciare il Vangelo con le parole, ma vivere con il popolo, formare comunità che testimoniano la fede e accompagnare ogni persona nella crescita umana e spirituale». Le parole di padre Naresh Gosala esprimono con efficacia il senso dell’impegno di Fondazione Pime che dal 2008, insieme ai missionari dell’Istituto, promuove e realizza progetti di sviluppo sociale, educativo, sanitario e pastorale a sostegno delle comunità più fragili in 19 Paesi in Africa, Asia e America Latina.

Padre Naresh opera a Catió, in Guinea-Bissau, in un contesto segnato da povertà diffusa e forte emarginazione giovanile. L’azione pastorale che padre Naresh conduce si esprime principalmente nell’accompagnamento costante delle comunità cristiane locali, attraverso la catechesi settimanale nei villaggi circostanti e la formazione continua di catechisti, giovani e adulti. Tale impegno intreccia l’annuncio del Vangelo con la promozione umana, l’attenzione ai diritti e la risposta ai bisogni concreti delle persone, configurandosi come una pastorale integrale che unisce evangelizzazione, vicinanza alle comunità e impegno per uno sviluppo umano e sociale più dignitoso.

In questa stessa prospettiva, sempre in Guinea-Bissau, si colloca anche l’esperienza del catechistato di N’Nloren a Mansoa, condotto da padre Franco Beati. Qui l’attenzione è rivolta in modo particolare alla formazione triennale delle famiglie catechiste, chiamate a diventare punti di riferimento stabili per i villaggi di provenienza. «Una formazione che continua ancora oggi, dopo un periodo di pausa, a offrire questo servizio iniziato nel 1997 con l’obiettivo di coinvolgere e stimolare coppie e famiglie affinché diventino leader di sviluppo ed esempi nei loro villaggi», spiega padre Franco.

Attraverso un accompagnamento spirituale e comunitario che va oltre la sola dimensione dottrinale, il catechistato di padre Franco promuove una pastorale partecipativa, fondata sul coinvolgimento diretto delle comunità e sulla corresponsabilità ecclesiale, formando catechisti-leader capaci di animare la fede, rafforzare la coesione sociale e consolidare nel tempo il contesto ecclesiastico locale.

Da sempre le opere pastorali rappresentano uno degli assi portanti dell’impegno missionario. Ma che cosa significa pastorale? Pastorale vuol dire anzitutto stare: abitare i luoghi, condividere il tempo, imparare la lingua e i gesti quotidiani delle persone. La pastorale non è un’attività separata dalla quotidianità, ma una presenza che cresce dentro la vita delle comunità. È ascolto prima che parola, relazione prima che risposta.

Fare pastorale vuol dire accompagnare bambini, giovani, famiglie e anziani nei momenti ordinari e straordinari dell’esistenza; sostenere percorsi di fede che si intrecciano con l’educazione, la salute, il lavoro, la dignità umana. Vuol dire formare comunità capaci di camminare insieme, di prendersi cura dei più fragili, di diventare a loro volta segno di speranza nel proprio contesto.

Nelle realtà in cui Fondazione Pime e i missionari operano – spesso segnate da povertà, isolamento o da una presenza cristiana minoritaria – la pastorale è un lavoro paziente e silenzioso: un gesto semplice, ripetuto ogni giorno, che contribuisce a costruire comunità più unite e consapevoli, capaci di affrontare insieme le difficoltà della vita. È testimoniare il Vangelo non solo con l’annuncio, ma con scelte quotidiane di prossimità, giustizia e condivisione. Oggi la pastorale, in questa visione integrale, si  inserisce al fianco delle altre opere sociali portate avanti dai missionari, diventando uno spazio di ascolto e di accompagnamento, capace di offrire strumenti per affrontare le sfide quotidiane e rafforzare la società, promuovendo partecipazione, cura e attenzione ai più vulnerabili.

Per sostenere e continuare a promuovere queste opere, è stato creato il fondo S134 – Opere pastorali. Il fondo ha l’obiettivo di dare continuità alle attività pastorali dei missionari del Pime e avviarne di nuove, in costante dialogo con i percorsi di sviluppo umano e comunitario. Grazie al vostro sostegno, i missionari nel mondo potranno realizzare interventi e progetti di formazione spirituale, impegno a livello  parrocchiale e inclusione a beneficio delle comunità locali. Sostieni le opere pastorali dei nostri missionari nel mondo: sostieni il fondo S134 – Opere pastorali.

Queste iniziative rientrano nell’esercizio del culto e dell’evangelizzazione e non sono tra quelle agevolabili ai fini fiscali. Le donazioni destinate al fondo S134, quindi, non daranno diritto alle detrazioni fiscali previste dalla normativa vigente.  

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