Potenziale: sogni e progetti che diventano realtà
TABANCA. In questa parola c’è l’occhio con cui Dio ci guarda. E a ognuno di noi offre la possibilità di “scoprire” il proprio posto nel mondo, a partire dalle capacità di ciascuno
Giugno: l’inizio del tempo delle piogge e la fine della scuola. Un mese in cui la vita si riaccende. Il paesaggio si tinge di verde, la polvere sui piedi diventa fango. Una trasformazione accompagnata anche dal tempo così atteso da studenti e professori: la fine della scuola per le meritate vacanze estive!
Giugno per me è un mese di bilanci: si guarda all’anno passato, leggendone i punti forti e quelli deboli, e si comincia a programmare quello che verrà. Un bilancio e una programmazione nella quale la fa da padrone la parola “potenziale”. Adoro questa parola, è l’occhio con cui Dio ci guarda: e a ognuno di noi offre la possibilità di “scoprire” il proprio posto nel mondo, a partire dalle proprie capacità. E per chi lavora nel campo educativo, è l’occhio con cui siamo invitati a guardare l’altro. Potenziale è la parola che racchiude qualcosa che siamo chiamati a far emergere, che sta dentro il nostro cuore e la nostra testa. Potenziale è la parola che permette di dare un’opportunità a ciascuno. Non esiste il «non posso, non ne sono capace». Esiste invece il «ci provo, tento». Potenziale è la parola che alimenta le mie giornate a scuola. E quelle di tante persone che lavorano con me.
Daniel, 36 anni è professore da 9. C’è molto di più in lui di un semplice professore. L’occhio attento e vigile sulle situazioni di ciascun alunno lo hanno trasformato in uno dei primi insegnanti di sostegno della Guinea-Bissau. Un cuore attento alle necessità dei suoi sei alunni “speciali”. Un tipo mite e timido, ma con una vocazione profonda all’insegnamento. Nel Corso di formazione per professori di sostegno, tra 56 partecipanti si è distinto per la capacità di assimilare i contenuti e metterli in pratica con osservazioni preziose e sempre centrate.
Dansana è un padre sulla cinquantina, di religione tradizionale e di etnia balanta, con un figlio con disabilità, che ha poca dimestichezza con il criolo avendo frequentato la scuola fino al secondo anno. Un uomo che crede così tanto nei valori della giustizia, della trasparenza e della buona gestione, che la direzione e i rappresentanti del villaggio lo hanno scelto per la gestione del conto bancario della scuola. Sono certa che saprà farlo in modo impeccabile, perché non c’è nessuno che intervenga più di lui nell’interesse degli alunni.
Julio, da semplice professore, è stato scelto come vice-direttore di una scuola di 378 alunni per una impellente necessità amministrativa. Dopo un iniziale tentennamento, ha accettato. Oggi la scuola ha guadagnato con lui dinamismo e novità, anche nella manutenzione delle strutture, per la sua precedente formazione nell’area delle costruzioni civili.
Potenziale è il vocabolo che abita le nostre giornate quotidiane ed è quel che permette di trasformare un sogno in realtà, un progetto in azione.
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