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Padre Charbel: «Il mio Libano sotto le bombe»

Nonostante la tregua, il Paese dei cedri continua a subire bombardamenti, che provocano morte e distruzione. E attraversa una gravissima crisi umanitaria. La testimonianza di padre Charbel Khoury da Byblos

«Il mondo parla di tregua, ma il Sud del Libano è sempre bombardato, ogni giorno. Le case sono distrutte e la stampa internazionale quasi non dice nulla di noi». Padre Charbel Khoury da Byblos, storica città del libano, una delle più antiche del mondo, lancia un grido di allarme per la sua popolazione in preda ai bombardamenti che in questi giorni sembrano non cessare mai. «Le notizie riportano che gli sfollati sono 1 milione 200mila, invece le persone senza casa risultano essere molto più numerose – riferisce -. Tanti sono alloggiati da parenti e amici o non sono stati registrati ufficialmente. Chi abita nel Sud del Paese non può tornare presso le proprie abitazioni per prendere i beni personali, nemmeno chi vive a Beirut». Il pericolo di rimanere intrappolato nell’ennesimo bombardamento o che le costruzioni danneggiate possano cadere sui superstiti, impedisce che le persone possano recarsi in quelle che una volta erano le loro case. Dal 2 marzo, giorno in cui è scoppiato il conflitto, i numeri ufficiali diffusi dal Ministero della Salute registrano 2.534 morti e circa 7.800 feriti.

Manca tutto

Il religioso maronita cerca di portare aiuti non solo spirituali a una popolazione messa a dura prova dagli attacchi di Israele. Padre Charbel focalizza la situazione delle necessità che ogni giorno aumentano. «Abbiamo tante urgenze, dal cibo all’acqua, dai farmaci ai materassi. I vescovi e il nunzio apostolico, grazie ai Caschi Blu, riescono a far giungere le scorte alimentari». Gli aiuti non sono destinati solo alla parrocchia di San Giovanni Marco di Byblos, dove il religioso si prende cura la comunità, ma anche all’intera diocesi e, in molti casi, anche a persone e famiglie che vivono al di fuori della diocesi. «Riceviamo richieste da tutto il Libano. Ogni mese cerchiamo di garantire la continuità terapeutica a circa 3.000 persone». Una preghiera che si fa azione e soccorso nonostante la stanchezza.

Crisi economica

Oltre al contesto bellico, il Libano attraversa una crisi economica importante che sta strozzando il Paese. I ceti meno abbienti hanno difficoltà a far fronte alle spese a causa di stipendi sempre più miseri, mentre i prezzi delle merci, dagli alimentari ai vestiti, aumentano a causa della guerra. Dal 2019 il Paese dei cedri sta attraversano una delle peggiori crisi con oltre l’80% della popolazione sempre più povera. La svalutazione della lira libanese ha superato il 95%. A questo si è unito il collasso del sistema bancario, la carenza di carburante e i servizi pubblici sempre più a singhiozzo. La guerra ha ulteriormente peggiorato una situazione già precaria.

L’impegno della Chiesa

«La Chiesa fa quello che può nonostante le difficolta e i pericoli – riprende il religioso -. Non ci risparmiano nell’aiutare le persone, facciamo il possibile, i bisogni sono grandi e i beni che riceviamo sono insufficienti. Mancano farmaci, cibo, vestiti, prodotti sanitari e per la pulizia. La scuola è a pagamento e non è facile, con la crisi attuale, sostenere i ragazzi».

Il sacerdote, da poco rientrato in Libano dall’Italia, è riuscito a portare viveri e soprattutto medicinali, anche grazie a “Gocce di Carità”, la farmacia solidale della diocesi di Napoli. «Da anni offriamo farmaci a Paesi in guerra, un segno concreto di vicinanza a chi soffre, soprattutto in Paesi che vivono situazioni di estrema povertà o sono afflitti dalla guerra, come il Libano», spiega la dottoressa Bianca Iengo, responsabile del presidio farmaceutico.

Una comunità unita

Anche l’istruzione rimane tra le urgenze del Paese. Far studiare i ragazzi ed evitare che perdano l’anno scolastico è tra le priorità del sacerdote, che a Roma ha raccontato le vicende della sua gente: «Sempre meno famiglie riescono a pagare le rette per gli insegnanti». Ma ha pure sottolineato l’importanza di mantenere unita la comunità, anche nella fede: una missione importante per la Chiesa del Libano oggi, con persone, come padre Charbel, che cercano di offrire aiuti e seminare speranza.

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