«Un attacco alla dignità umana»
La denuncia della Conferenza degli istituti missionari italiani sul regolamento Ue per i rimpatri: «Le politiche migratorie rispettino i diritti fondamentali. Sicurezza e solidarietà non sono principi contrapposti»
“Non si può rimanere indifferenti nei confronti di coloro che periscono in mare, cadono vittime della tratta di esseri umani o sono costretti a fuggire dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione, dalla fame o dal degrado ambientale anche perché potrebbero fare parte della nostra famiglia”
(Papa Leone XIV)
Noi missionari e missionarie, che qui rappresentiamo gli Istituti Missionari Italiani, sappiamo per esperienza cosa significhi essere stati stranieri in altri continenti. Abbiamo condiviso per anni la vita e le speranze di fratelli e sorelle nel “Sud del mondo”. Ci è stato insegnato al quotidiano quanto l’umano che ci unisce sia molto più forte delle frontiere che troppo spesso usiamo per escludere e dividere.
In consonanza con la Conferenza Episcopale Europea, vogliamo esprimere il nostro sgomento e la nostra indignazione nei confronti dell’approvato “Regolamento rimpatri” da parte del Parlamento Europeo. Molti dei voti a favore del testo sono arrivati da partiti che spesso rivendicano un’ispirazione cristiana.
Già oggi la politica migratoria italiana fa un crescente ricorso alla deterrenza, alla detenzione amministrativa e ai meccanismi di espulsione dei migranti. Ancor più ci preoccupa il nuovo Regolamento sui rimpatri per l’intera Unione Europea, che permette di trattenere le persone fino a 24 mesi, prorogabili in determinate circostanze, rafforza il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio tra gli Stati membri e apre all’utilizzo di “hub di rimpatrio” collocati in Paesi terzi al di fuori dell’UE, con rischi sulla trasparenza delle procedure e l’effettiva garanzia dei diritti fondamentali.
I vescovi europei ci ricordano che la migrazione non è semplicemente una questione di procedure, statistiche o gestione delle frontiere. Riguarda esseri umani: donne, uomini e bambini, ognuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica.
Autorevoli indagini sui fenomeni migratori indicano che la costruzione di muri e il rafforzamento delle frontiere esterne non diminuiscono gli arrivi, ma aumentano (1) esponenzialmente i costi e i rischi del viaggio per gli stranieri, così come le risorse pubbliche destinate al controllo dei confini.
Nessuno di noi accetterebbe di essere trattenuto dallo Stato senza aver commesso alcun illecito, e tanto meno per aver esercitato il diritto a cercare condizioni di vita migliori. Non è accettabile per altri ciò che sarebbe inammissibile per noi.
Le politiche in materia di migrazione e asilo devono rimanere saldamente ancorate al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali, del diritto di chiedere asilo, della tutela dell’unità familiare e di una particolare attenzione ai più vulnerabili. Sicurezza e solidarietà non sono principi contrapposti.
Che tipo di Europa vogliamo costruire? In questo momento decisivo, non siamo chiamati a rinunciare ai valori fondanti della cittadinanza e della storia europea, ma a riaffermarli con coraggio, saggezza e umanità.
20 giugno 2026 – Giornata Mondiale del Rifugiato
Conferenza Istituti Missionari in Italia (CIMI)
1. Hein de Haas et al., DEMIG (Determinants of International Migration) Project, International Migration Institute (University of Oxford), 2010–2014.
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