Padre Jaime: il dono della Guinea-Bissau a Francesco
Padre Jaime Coimbra Do Nascimento, missionario del Pime in Guinea-Bissau e direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, racconta l’incontro con i direttori delle Pom di tutto il mondo e con Papa Francesco. A cui ha portato un dono speciale
Comunione, creatività e tenacia: sono le tre parole-chiave che Papa Francesco ha consegnagnato ai direttori delle Pontificie Opere Missionarie (Pom) riuniti a Roma dal 22 al 31 maggio, in rappresentanza di 120 nazioni. Tra di loro anche due missionari del Pime, padre Jaime Coimbra Do Nascimento, brasiliano, in Guinea-Bissau, e padre Marco Pagani in Algeria. «Sabato 25 maggio ci siamo incontrati con il Santo Padre Francesco – racconta padre Jaime -. Ci ha consegnato il suo messaggio dicendoci che il servizio delle POM deve essere in “comunione” (prima parola chiave) con Dio nella preghiera, con il Magistero della Chiesa, con i vescovi e con popolo di Dio». La seconda parola-chiave, invece, è “creatività”. «Questo cammino sinodale, questo camminare insieme – precisa padre Jaime -, ci deve portare a essere “creativi” nell’animazione, nella formazione e nella consapevolezza missionaria. Inoltre, e questa è la terza parola-chiave che ci è stata consegnata, siamo chiamati a essere “tenaci”, ovvero perseveranti e resilienti soprattutto nei momenti di difficoltà, che ci sfidano a non scoraggiarci anche se ci sono venti contrari». Quello con Papa Francesco è stato un incontro particolarmente significativo: «Il Santo Padre è stato molto gentile e accogliente. Alcuni direttori gli hanno fatto un dono, a nome dei popoli a cui siamo inviati come missionari. Personalmente, gli ho portato una scultura della Madonna in legno della Guinea-Bissau, chiamata “pau de sangue “, scolpito da un cristiano evangelico di 23 anni. Il Papa l’ha benedetta e me la stava restituendo. Gli ho detto che era un dono del popolo della Guinea-Bissau per il Papa; lui ha sorriso, mi ha ringraziato, era molto felice». «In questi giorni – aggiunge padre Jaime – ho vissuto l’esperienza della cattolicità-universalità della Chiesa, che cammina nella sinodalità, in comunione, partecipazione e missione, andando avanti insieme nella diversità dei doni e dei carismi. Uniti nella preghiera e nella missione».Articoli correlati
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