Beirut: la nostra scuola sotto le bombe
Dopo la ripresa di bombardamenti israeliani sul Libano, compresi i quartieri meridionali della capitale Beirut, le suore di Santa Giovanna Antida Thouret hanno dovuto chiudere la loro scuola, anche perché quasi tutte le famiglie sono state costrette a fuggire. Loro però sono rimaste sul posto. Ecco la testimonianza di Wafaa Rached e delle sue consorelle
All’inizio di questo mese avevamo pubblicato un reportage sulle suore di Santa Giovanna Antida Thouret che sono presenti nella periferia Sud di Beirut, roccaforte della milizia libanese sciita Hezbollah. Qui continuavano a portare avanti la loro preziosa opera educativa, volta innanzitutto a «formare i ragazzi alla convivenza».
Dopo la ripresa di bombardamenti israeliani sul Libano, compresi questi quartieri della capitale Beirut, le religiose hanno dovuto chiudere la scuola, anche perché quasi tutte le famiglie sono state costrette a fuggire. Loro però sono rimaste sul posto. Ecco la testimonianza che suor Wafaa Rached e le sue consorelle ci hanno mandato:



«Volevamo prenderci il tempo di scrivervi per aggiornarvi sui nostri studenti e sulla nostra scuola in questo periodo particolarmente difficile che il Libano sta attraversando.
Da diversi giorni, la nostra regione vive al ritmo dei bombardamenti. La nostra scuola si trova ai margini della periferia sud di Beirut (Dahye), un’area fortemente colpita dagli attacchi. Giorno e notte, il rumore delle esplosioni risuona vicino a noi. Questa realtà ha profondamente sconvolto la vita delle nostre famiglie e dei nostri studenti.
Secondo le prime informazioni raccolte a seguito di un’indagine condotta una settimana dopo l’inizio dei bombardamenti, 122 famiglie della nostra comunità scolastica hanno dovuto lasciare la zona per cercare rifugio altrove, spesso in tutta fretta. Alcune sono partite con pochissimo, lasciandosi alle spalle le loro case, i loro ricordi e talvolta persino i loro effetti personali.
Tra queste, 22 famiglie hanno visto le loro case gravemente danneggiate o completamente distrutte dai bombardamenti. Molti bambini sono attualmente sfollati, vivono temporaneamente con parenti o in rifugi, a volte senza materiale scolastico e persino senza vestiti sufficienti.
In questo contesto, la scuola ha dovuto chiudere le porte alle lezioni in presenza per garantire la sicurezza di studenti e personale. Abbiamo cercato di continuare a insegnare online, ma la situazione rimane molto complicata. Molti studenti sono stati sfollati, alcuni non hanno più accesso a Internet, altri hanno perso i loro effetti personali o vivono in condizioni che non sempre consentono loro di seguire le lezioni.
Nonostante tutto, i nostri insegnanti rimangono profondamente impegnati. Stanno cercando, per quanto possibile, di rimanere in contatto con gli studenti, di incoraggiarli e di offrire loro un minimo di stabilità in un periodo segnato da paura, incertezza e sfollamento.
Oltre alle difficoltà materiali, sono anche le ferite invisibili che colpiscono i nostri bambini: la paura dei bombardamenti, la preoccupazione per i loro cari, l’angoscia di non sapere quando potranno tornare a casa, nei loro quartieri, nelle loro scuole e dai loro amici.
In questi tempi difficili, il vostro sostegno assume un valore ancora maggiore. È un segno di speranza; anche da lontano, le persone continuano a credere nel loro futuro.
Che Dio vi protegga e vi benedica.
Con la nostra più profonda gratitudine e apprezzamento,
La Direzione e il corpo docente
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