Miriam e Francesco, benvenuti a Bissorã!
TABANCA. Per la prima volta una coppia di giovani sposi, inviata dall’Associazione Laici Pime, affianca le Missionarie dell’Immacolata. Una nuova esperienza che dà concretezza alla missione incarnata nell’oggi
La missione appartiene all’identità stessa della Chiesa. “Tutta la Chiesa per tutto il mondo” era il motto del beato Paolo Manna, che negli anni Venti abbozzava e sognava un metodo missionario differente, meno colonialista e più inculturato. Un sogno che si è avverato nei decenni successivi e che oggi è ancora un cammino da percorrere per far emergere un volto della Chiesa che sia espressione della cultura di ciascuno.
Sono solo sei anni che vivo in Guinea-Bissau, in questa piccola perla d’Africa, e sento che il popolo guineano, le sue sfide, le sue ansie, le sue gioie e le sue preoccupazioni – soprattutto la sua lotta quotidiana per la democrazia e la dignità – sono parte della mia vita, la mia passione. Al tempo stesso, le fragilità che ciascuno porta con sé e la consapevolezza dei propri limiti allargano il cuore e portano la mente a partorire nuove idee e nuove proposte, per vivere anche noi, Missionarie dell’Immacolata, una missione incarnata nell’oggi.
Miriam e Francesco, una giovane coppia sposata nell’agosto 2025, sono il volto di una novità che allarga la nostra missione e dona al nostro gruppetto di nove consacrate il valore aggiunto di un ministero missionario vissuto e incarnato nella vocazione matrimoniale. I due sposi sono stati destinati dall’Associazione Laici Pime (Alp) alla comunità di Bissorã per i prossimi tre anni. Saranno impegnati in campo educativo nelle 12 scuole in autogestione sparpagliate nei villaggi.
Come non celebrare il mese missionario col racconto di questa coppia che ha deciso di dedicarsi all’annuncio del Vangelo in Guinea-Bissau? Come non sentire, attraverso l’arrivo di questi giovani, il soffio dello Spirito che svela il volto di una Chiesa dove le vocazioni differenti si uniscono per essere quell'”uno in Cristo”? Come non pensare alla creatività che questi trentenni possono apportare alla nostra missione? Per non parlare della ricchezza che questa testimonianza saprà trasmettere a un popolo abituato a vedere come missionari solo padri e consacrate. Immagino già quanto potranno condividere soprattutto con i giovani che cercano una vocazione per la loro vita, ma anche con alunni e professori: una testimonianza credibile perché, nelle gioie e nelle fatiche di essere una coppia, molti si sentiranno vicini alla loro esperienza più di quanto non lo siano alla dimensione della vita consacrata e del sacerdote.
Se penso che il vostro arrivo, Miriam e Francesco, ha già smosso il cuore, i sogni e le idee per ricevervi al meglio; se penso al bene che già si è generato nella preparazione alla vostra venuta e alla gioia sul volto dei guineani nel sapervi destinati fra noi… Se penso a tutto questo mi si allarga il cuore e tocco con mano quel che il Vangelo promette a coloro che lasciano tutto per testimoniare Cristo: il centuplo!
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