Hong Kong, la stretta che funziona e le difficoltà della Chiesa

Domenica 6 settembre doveva essere il giorno delle elezioni parlamentari, rinviate con il pretesto del Coronavirus. Invece l’uso della legge sulla sicurezza nazionale per far tacere qualsiasi voce di dissenso nei confronti di Pechino funziona benissimo. E anche tra i cattolici fa discutere l’«ammonizione fraterna» dell’amministratore apostolico John Tong ai preti di astenersi da dichiarazioni politiche durante le omelie
 

Il Quattro giugno «sospeso» di Hong Kong

La prima volta delle commemorazioni dell’anniversario del massacro di Tiananmen con gli organizzatori dell’annuale veglia in attesa di processo e la scure della legge sulla sicurezza imposta da Pechino. Non è giusto far entrare la vicenda di Hong Kong nella lotta per la supremazia mondiale tra la Cina e gli Stati Uniti: Hong Kong ha una sua storia e una sua dignità da rispettare
 

«Tutto sarà bene»

«In tempo di pandemia. Piccolo manuale per navigare a vista» è il titolo di una raccolta di saggi dedicati all’emergenza Coronavirus. Al cui interno compare una rilettura dello slogan dei primi giorni della pandemia a partire dal pensiero della mistica Giuliana di Norwich. Per passare da una mera rassicurazione psicologica (già contraddetta dalla realtà) a un vero sguardo di fede
 

Hong Kong, i corsi e ricorsi sulla «sicurezza»

Anche dopo la Sars – nel 2003 – Pechino cercò invano di introdurre una «legge sulla sicurezza nazionale» che imbavaglierebbe la democrazia a Hong Kong. Oggi Xi Jinping sta cercando di svuotare di poteri il Parlamento locale, dove a settembre l’opposizione avrà la maggioranza. E Carrie Lam dice che collaborerà all’implementazione della legge
 
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