Bafatá, 25 anni guardando avanti
La diocesi guineana, guidata per vent’anni dal missionario del Pime Pedro Carlos Zilli, celebra il proprio Giubileo, «con speranza e impegno»
«La diocesi di Bafatá celebra con gratitudine i 25 anni di vita ecclesiale e ricorda con affetto il suo primo pastore, dom Pedro Carlos Zilli del Pime», così scrive il nuovo vescovo Victor Luís Quematcha, cappuccino, ricordando l’importante traguardo raggiunto: «Questo Anno giubilare è un tempo di grazia, di ringraziamento e di rinnovamento, un’occasione per guardare con speranza e impegno al futuro, nonostante le sfide che abbiamo vissuto».
L’occasione è particolarmente sentita dal Pime e dai suoi missionari che, insieme a padre Zilli, hanno grandemente contribuito alla nascita di questa diocesi e continuano a mantenere presenze e legami molto stretti. Anche il superiore generale dell’Istituto, padre Francesco Rapacioli e il superiore regionale per l’Africa, padre Fabio Motta, saranno presenti alle celebrazioni che si terranno dal 24 al 26 aprile, insieme a molti altri missionari del Pime e alle missionarie dell’Immacolata.
La diocesi di Bafatá, infatti, è stata fortemente segnata dalla presenza del suo primo vescovo, padre Pedro Zilli, missionario del Pime brasiliano deceduto in seguito alla pandemia di Coronavirus nel 2021. Aveva scelto come motto episcopale per la sua ordinazione, avvenuta il 30 giugno 2001, la frase: «L’amore non passerà mai» (1 Cor 13,8). Il suo ricordo è ancora particolarmente vivo non solo nella diocesi di Bafatá, ma in tutto il Paese, anche per i molti servizi svolti durante i suoi vent’anni di episcopato. «Lo ricordiamo con affetto e riconoscenza – scrive l’attuale vescovo -: uomo di profonda fede, umiltà, dedizione e carità, sempre vicino ai poveri e ai più fragili, pastore saggio e paziente che ha incoraggiato vocazioni e promosso la fraternità. La sua testimonianza rimane una luce per la nostra Chiesa».
Oggi la diocesi di Bafatá, dopo un lungo periodo senza pastore, ha un nuovo vescovo, Victor Luís Quematcha (nella foto), ordinato il 28 giugno 2025. Sarà lui a guidare i festeggiamenti per il 25° di questa giovane comunità che guarda avanti. «In questo cammino, la nostra Chiesa ha conosciuto crescita spirituale e pastorale», scrive il vescovo. Nonostante le difficoltà e la povertà talvolta estrema di questa regione della Guinea-Bissau, la fede della gente è particolarmente viva e gioiosa. Questo ha favorito la crescita delle vocazioni sacerdotali e religiose; l’aumento dei fedeli e la partecipazione della comunità; la collaborazione con i volontari, soprattutto laici, in attività pastorali, sociali ed educative; l’impegno nell’evangelizzazione, nell’educazione, nella salute e nella valorizzazione femminile; il dialogo interreligioso e la promozione della fraternità, della pace e della cooperazione tra diverse comunità. «Il Giubileo – aggiunge il vescovo – è un invito a rinnovare la fede, purificare il cuore e rafforzare la fraternità, continuando con gioia il nostro servizio pastorale e sociale anche in una terra instabile, guardando al futuro con speranza che non delude».
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