India: le lacrime dell’arcivescovo nel Paese in ginocchio per il Covid
Da Ranchi la commozione di mons. Mascharenas, arcivescovo di Ranchi, in un’intervista alla rete televisiva Ewtn: “Ho perso un prete di 30 anni, l’avevo ordinato l’anno scorso. Ma ciò che è ancora più triste è vedere tanta gente morire. La fede ci sostiene ma è un momento tanto difficile”
Di fronte alla catastrofe sanitaria in corso in India per il Covid-19 non basta fermarsi ai numeri, peraltro ormai in maniera sempre più evidente sottostimati. A parlare ancora di più sono le testimonianze personali che arrivano dal Paese. Come questa che proponiamo qui sotto, che giunge da un presule che il Pime conosce bene, l’arcivescovo di Ranchi Theodore Mascharenas. Intervistato in diretta dalla rete televisiva cattolica americana Ewtn non riesce a trattenere le lacrime nel raccontare la situazione. “Ho perso un prete di 30 anni – spiega – l’avevo ordinato l’anno scorso. Ma ciò che è ancora più triste è vedere tanta gente morire. La fede ci sostiene, sì, ma è un momento tanto difficile”. “Chi può si precipita a portare i malati all’ospedale – continua l’arcivescovo di Ranchi -. Io stesso l’ho fatto personalmente con i miei preti sulla mia jeep. Ma non c’è via d’uscita: che cos’altro puoi fare quando le ambulanze non sono disponibili? La paura di contrarre il virus? No, io non ho paura. Anche ai tempi della peste la Chiesa era in prima linea. Però – conclude mons. Masscharenas – ricordatevi di noi nelle vostre preghiere”. [kad_youtube url=”https://youtu.be/30nF8Ry3348″ ]Articoli correlati
La fede che viene dal mare
Nell’estremo Sud dell’India, il cristianesimo portato da san Francesco Saverio si intreccia con le tradizioni locali….
Accanto a tutti per un’Asia migliore
A Penang in Malaysia, oltre 800 delegati da più di 30 Paesi dell’Asia hanno dato vita a un grande Congresso missionar…
Mindanao, un giardino per tre popoli
Nel piccolo villaggio di New Israel, in una regione che ha vissuto tante tensioni, indigeni animisti, cristiani e mus…

