Il vescovo Vijay: «Il nostro Coronavirus nell’India dei villaggi»

Li abbiamo visti nelle immagini alla televisione, qualche settimana fa. Ma adesso dove sono finite le migliaia di migranti indiani costretti a lasciare le metropoli per aver perso il lavoro a causa del lockdown? Ce lo racconta mons. Rayarala, missionario del Pime e vescovo di Srikakulam nell’Andhra Pradesh: «Ci sono famiglie delle nostre parrocchie arrivate a piedi dopo aver percorso migliaia di chilometri. E ora la malattia si è diffusa anche qui»
 

Il Coronavirus dei «bangla» (visto da Dhaka)

In queste ore in cui in Italia si parla tanto della chiusura dei voli dal Bangladesh la testimonianza di padre Gian Paolo Gualzetti, che nella periferia industriale di Dhaka sta accanto ai giovani lavoratori: «La pressione economica e la fame qui sono più forti di ogni lockdown. Cerchiamo di aiutare chi è più in difficoltà. La medicina qui? Quella migliore è ancora la preghiera insieme al paracetamolo tre volte al giorno…»
 

Il testimone di Mosul: dopo l’Isis ora senza nulla contro il Covid

In queste ultime settimane in tutto in Medio Oriente i numeri del Coronavirus sono tornati a salire. Tra i Paesi più colpiti l’Iraq con oltre 500 vittime nell’ultima settimana. E Omar Mohammed – il «Mosul Eye» che di nascosto raccontava on line le barbarie dell’Isis durante l’occupazione – denuncia: «Da Baghdad niente test per noi, ma i casi sospetti qui sono ormai migliaia»
 

Marittimi, i prigionieri del Covid-19

Sono tuttora 150 mila i lavoratori del trasporto marittimo bloccati in nave per l’emergenza Coronavirus. E c’è chi non riesce scendere a terra ormai da quindici mesi. L’appello dell’Organizzazione marittima internazionale per questo settore che nel mondo movimenta il 90% delle merci: «Siano riconosciuti come operatori di servizi essenziali»
 
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