Benedetto XVI e il Pime

Benedetto XVI e il Pime

Accanto alle grandi storie che abbiamo sentito rievocare in questi giorni, per la memoria del Pontificio Istituto Missioni Estere Ratzinger è stato anche il Papa dell’abbraccio con padre Giancarlo Bossi a Loreto dopo il rapimento nelle Filippine nel 2007 e dell’omaggio alla testimonianza «coraggiosa e instancabile» di padre Fausto Tentorio ucciso nel 2011. E il pontefice che ha promulgato i decreti che hanno portato alla beatificazione di padre Clemente Vismara.

 

Sulla figura di Benedetto XVI sono state spese tante parole in questi giorni, alcune preziose per custodire il cuore del magistero di Joseph Ratzinger altre troppo schiacciate sul chiacchiericcio sulle polemiche e le divisioni nella Chiesa. Quello che resterà di Joseph Ratzinger è la centralità del tema dell’annuncio della fede in tutta la sua vita, un tema quanto mai missionario.

Per questo – a qualche giorno di distanza dalla sua scomparsa, tra le piccole storie di una vita lunga e così importante – è bello fare memoria anche di una serie di gesti attraverso cui durante il suo pontificato Benedetto XVI ha mostrato la sua vicinanza al Pime. Accanto al magistero sulla missione, ai viaggi apostolici in Brasile e in Camerun (Paesi dove sono presenti i missionari dell’istituto), alla nomina episcopale nel 2005 di mons. José Negri, oggi vescovo di Santo Amaro in Brasile, ci sono stati soprattutto tre momenti particolari che vale la pena di ricordare più degli altri.

Il primo è il sostegno nei giorni difficili dell’estate 2007, durante il rapimento di padre Giancarlo Bossi nelle Filippine. «Il mio pensiero va ogni giorno a padre Bossi – disse pubblicamente il pontefice nei giorni del sequestro -. Speriamo, preghiamo il Signore che ci aiuti». E dopo la liberazione una delle immagini che restano nella memoria è l’abbraccio tra Benedetto XVI e padre Giancarlo sul palco della spianata di Montorso a Loreto, davanti ai giovani riuniti per l’incontro con il Papa a cui il missionario del Pime aveva appena detto: «Lasciatevi rapire dai vostri ideali».

La stessa vicinanza Benedetto XVI l’avrebbe poi dimostrata all’istituto in un altro momento drammatico, quello dell’uccisione di padre Fausto Tentorio, il martire più recente della storia del Pime, colpito a morte anche lui nell’isola filippina di Mindanao il 17 ottobre 2011. In un messaggio di condoglianze inviato in quell’occasione il pontefice scrisse che «la testimonianza di padre Fausto è stata quella di un buon sacerdote, ardentemente credente, che per molti anni si è posto al servizio del popolo filippino in modo coraggioso e instancabile».

Ma Benedetto XVI è stato, infine, anche il papa che ha donato al Pime la gioia della beatificazione di padre Clemente Vismara, missionario dell’istituto per più di 70 anni in Birmania (l’attuale Myanmar). Portano infatti la sua firma sia il decreto sulle virtù eroiche, promulgato il 15 marzo 2008, sia quello per il riconoscimento del miracolo che aprì la strada alla beatificazione, avvenuta a Milano in piazza del Duomo il 26 giugno 2011.