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Collage/2

Prima di partrire per l’Italia dove trascorrerò i mesi estivi, ecco qualche tassello del secondo collage dal Bangladesh…

Viaggi

Per anni ci siamo rassegnati a viaggiare su strade malandate, traffico, ingorghi, ritardi, caldo soffocante o freddo pungente, mezzi di trasporto fatiscenti. Ma la situazione sta cambiando. La qualità degli autobus mediamente è migliorata, e normalmente la guida è affidata ad autisti competenti, i quali sanno che il clacson non è lo strumento da usare di più. Anche il percorso più battuto dai missionari del Pime, cioè Dhaka-Dinajpur (circa 140 km) o Dhaka-Rajshahi, è migliorato. Le strade sono più larghe, la pavimentazione decente; cavalcavia lunghi e corti permettono di evitare molti passaggi all’interno dei centri abitati. Non mancano code e ingorghi, ma bisogna tener presente che il Bangladesh non è molto esteso, la densità degli abitanti è alta, la motorizzazione è in continuo aumento… Non migliora invece – per ora – la disciplina degli autisti. Forse non può cambiare perché… non esiste! Attenersi alle regole è un’ipotesi ridicola: un vero autista sa lui come guidare…

Linciaggi

Il dominio delle “piazze” che protestano ha caratterizzato il lungo periodo che ha portato alla caduta del regime di Sheikh Hasina (maggio 2025) ed è continuato, anche se con meno virulenza, durante il governo di transizione. Non sembra però diminuire la tendenza a farsi giustizia da sé, scorciatoia che permette di farla pagare al o ai presunti colpevoli senza passare attraverso le lungaggini delle forze dell’ordine e della giustizia ufficiale. Basta un sospetto e in un attimo si raduna un gruppo che con grande zelo punisce il presunto ladro (il caso più comune) o stupratore; ma le motivazioni possono essere anche diverse. Chi arriva, anche se già altri sono in azione, non vuole far mancare il suo contributo alla punizione – non importa chi fosse. Il quale verrà poi portato in un ospedale, che ne dichiarerà la morte.

Acqua

“Guardinghi”, ecco la parola che ritengo possa qualificare i rapporti attuali fra Bangladesh e India: qualche sorriso, qualche critica, silenzi eloquenti, decisioni “dispettose” ecc. Si temeva che la mancata estradizione di Sheikh Hasina, tuttora rifugiata in India e condannata a morte in Bangladesh, potesse creare rilevanti problemi di rapporto fra i due Paesi, ma per ora non è accaduto. Ci sono altri motivi, fra i quali i passaggi di confine, con le guardie di frontiera indiane che sparano sui contrabbandieri, e che raccolgono immigrati clandestini, li portano al confine e li “spingono” nel Bangladesh… L’acqua è anche motivo di contesa, perché diversi fiumi nascono in India o ne attraversano una parte, poi entrano in Bangladesh; non è difficile immaginare che si possa bisticciare quando l’India ne trattiene una parte. A quanto ne so, il problema non riguarda i maestosi Gange e Brahmaputra, che dall’Himalaya e dall’India scendono in Bangladesh dove s’incontrano formando il Jamuna e il grande delta del Bengala. Penso che sia il fiume “Teesta” a costituire il caso pIù difficile a causa di una diga costruita proprio prima che entri in Bangladesh. Pare che il nuovo governo del Bangladesh abbia in calendario anche la ripresa dei colloqui sul tema, tuttora non del tutto risolto.

Salute

Il governo attuale, del BNP (Bangladesh National Party) guidato dal primo ministro Tarique Rahman – figlio della ex primo ministro Khaleda Zia – ha messo in programma provvedimenti per fornire a tutti qualche forma di assistenza sanitaria, che finora si è limitata ad offrire, negli ospedali del governo, ricovero gratuito. Il che significa un posto letto o, se non ce ne sono, un posto pavimento in un corridoio o su una veranda, e le visite mediche. Anche senza il ricovero, si puo’ accedere ai medici di questi ospedali semplicemente con un “ticket”; ma ogni altra spesa è lasciata ai pazienti: farmaci, esami clinici, strumenti per operazioni chirurgiche, ingessature, vitto… L’intenzione è buona; ovviamente ci si chiede se e dove si troveranno le risorse.

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