Camerun:  grave emergenza profughi

Camerun: grave emergenza profughi

 

Sono oltre 40 mila e sono fuggiti da Boko Haram. Una tragedia umanitaria a cui cerca di rispondere fratel Fabio Mussi, missionario del Pime nell’Estremo Nord del Camerun. Ma ha bisogno anche del nostro aiuto

«La situazione è drammatica e in continua evoluzione. Al momento, sono più di 40 mila i profughi fuggiti dagli attacchi di Boko Haram a fine gennaio in Nigeria. Si trovano in condizioni di grande precarietà a est di Kousseri, nell’Estremo Nord del Camerun. C’è bisogno di un aiuto urgente».

È l’ennesima gravissima tragedia umanitaria quella che ci racconta fratel Fabio Mussi, missionario del Pime e responsabile della Caritas della diocesi di Yagoua. Fratel Fabio  è reduce da una visita sul campo, accompagnato come sempre dalla scorta perché, anche sul fronte camerunese, la situazione è tutt’altro che tranquilla. Ma quello che davvero sconcerta è questo nuovo «disastro», come lo definisce il missionario: un esodo di massa di gente senza nulla e che si ritrova in mezzo al nulla. Uomini, ma soprattutto donne e bambini, vittime della violenza cieca dei miliziani di Boko Haram che non fa più nessuna notizia.

Eppure, sono lì, e sono migliaia, accampati in capanne di fortuna nei pressi di Goura, in un campo informale dove tutto è provvisorio e dove non c’è praticamente nulla, a testimonianza di una tragedia “invisibile” eppure gravissima. I bisogni primari, dal cibo all’acqua alle cure mediche, vengono garantiti dalle agenzie umanitarie che riescono a raggiungere quei luoghi remoti. E anche la Caritas guidata da fratel Mussi – che in tutti questi anni ha garantito un supporto a profughi e sfollati in vari ambiti e in diversi periodi – ha dato la propria disponibilità per contribuire a far fronte a questa nuova emergenza.

«Su richiesta del Programma alimentare mondiale (Pam) – ci racconta fratel Mussi, di rientro dal campo profughi -, abbiamo deciso di continuare a verificare la situazione nutrizionale nel sito di Goura e nei dintorni e di intervenire tempestivamente nei casi più gravi di malnutrizione infantile».

L’équipe Caritas di fratel Fabio ha realizzato un monitoraggio su vasta scala, misurando il perimetro brachiale di oltre 6 mila bambini: 3.600 dai 6 ai 23 mesi e quasi 3.400 dai 2 ai 5 anni. I risultati sono stati riportati nel rapporto dell’Agenzia Onu per i profughi (Unhcr) che parla di una situazione allarmante; il livello nutrizionale dei più piccoli (6-23 mesi) è «molto preoccupante nel sito di Goura1» si legge nel report  che segnala anche un livello di «malnutrizione acuta nel villaggio che si trova nei pressi del sito di Goura2».

Anche l’accesso all’acqua in questa regione semidesertica del Camerun, che sta affrontando i mesi più caldi e secchi dell’anno, è un problema gravissimo. Attualmente si riescono a fornire dieci litri di acqua al giorno a persona, che sono largamente insufficienti per far fronte a tutti i bisogni. «Vorremmo realizzare al più presto almeno sei pozzi – dice fratel Fabio – sia per fornire acqua potabile ai profughi, sia per garantire condizioni minime di igiene ed evitare così il diffondersi di malattie».

Sul posto, a Kousseri, il missionario ha lasciato il suo team nutrizionale che continua a monitorare la situazione e che manda costantemente informazioni sullo stato delle cose. Il contesto non è facile, anche per la vicinanza del confine con la Nigeria. Specialmente per degli stranieri è quasi impossibile soggiornarvi stabilmente perché si temono rapimenti o attacchi da parte dei terroristi. Ma le autorità non vogliono neppure una presenza tanto massiccia di profughi a ridosso di una frontiera così porosa, impossibile da controllare.

«Nonostante difficoltà di ogni tipo – dice il missionario del Pime -, noi cerchiamo di garantire il massimo dell’attenzione a questa tragedia umanitaria. Per questo abbiamo dato la nostra disponibilità a intervenire in caso di necessità urgente e continuiamo il dialogo con le agenzie delle Nazioni Unite per un intervento specifico soprattutto nel contrasto alla malnutrizione e nel rifornimento d’acqua, ma anche per migliorare complessivamente le condizioni di vita delle persone, aiutandole a sostenere percorsi di resilienza».

Fratel Fabio, però, vorrebbe fare molto di più. E per questo chiede l’aiuto anche dei suoi amici e sostenitori italiani. «Vorremmo poter intervenire anche ad altri livelli – ci dice da Yagoua, dove è tornato per coordinare gli aiuti -; ad esempio, vorremmo realizzare una campagna di vaccinazioni soprattutto contro la meningite, per cui abbiamo bisogno di dosi di vaccino e di siringhe. Abbiamo inoltre individuato almeno 1.800 bambini bisognosi di sostegno alimentare urgente e un migliaio di anziani che rischiano loro stessi la vita a causa della malnutrizione. Sono le categorie più deboli e vulnerabili che non vogliamo in nessun modo abbandonare».

 

COME AIUTARE

Per sostenere l’impegno di fratel Fabio Mussi, missionario del Pime nell’Estremo Nord del Camerun, a favore dei profughi fuggiti da Boko Haram, l’Ufficio Aiuto Missioni del Centro Pime di Milano ha attivato un apposito progetto. L’obiettivo è di realizzare nuove perforazioni per acqua potabile; una  campagna di vaccinazione contro la meningite; il sostegno alimentare per 1.800 bambini malnutriti e per 1.000 persone anziane.

DONA ORA: 

Progetto S136 Emergenza Estremo Nord Camerun

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