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Icona decorativaIcona decorativa14 Febbraio 2021 Redazione

Fukushima, il nuovo terremoto e le ferite mai sanate

È di almeno 100 feriti il bilancio del sisma del settimo grado della scala Richter che ieri è tornato a colpire l’area di Fukushima, teatro dieci anni fa della devastante “triplice catastrofe” che mise in ginocchio il nord del Giappone. Un bilancio fortunatamente contenuto ma che colpisce una zona dove tante ferite restano aperte, a cominciare da quella della centrale nucleare, come raccontiamo nel numero di questo mese di «Mondo e Missione»
  Il Nord del Giappone fa i conti con il giorno dopo del nuovo forte terremoto che ieri ha colpito l’area di Fukushima. Le misure anti-sismiche questa volta sembrano avere funzionato: nessun morto, un centinaio di feriti, danni alle strutture a fronte di una scossa di grado 7 della scala Richter. Ma la memoria di tutti è inevitabilmente andata a dieci anni fa, quando l’11 marzo 2011 la combinazione tra un terremoto ancora più forte, uno tsunami e l’esplosione di un reattore nella centrale nucleare di Dai-ichi diediero vita alla “triplice catastrofe” che mise in ginocchio quest’area del Paese. Il collegamento con quanto accaduto nel 2011 non è solo emotivo: sono gli stessi sismologi oggi a sostenere che quello di ieri sia stato un evento riconducibile allo stesso sciame sismico. Ma soprattutto arriva a ricordare le tante ferite che restano tuttora aperte, soprattutto tra le decine di migliaia di persone che restano tuttora sfollate dall’area intorno alla centrale, dove la bonifica fa ancora i conti con mille difficoltà. È quanto raccontiamo nel servizio di apertura del numero di febbraio 2021 di Mondo e Missione, dedicata ai «dimenticati di Fukushima» e alle loro storie. CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO Intanto in questi giorni le conferenze episcopali del Giappone e della Corea del Sud hanno preso apertamente posizione contro l’ipotesi – avanzata dal governo giapponese – di iniziare a scaricare in mare le acque di raffreddamento che da dieci anni vengono gettate sui reattori in crisi per tenerli sotto controllo. CLICCA QUI PER LEGGERE SU ASIANEWS LA NOTIZIA SULL’INTERVENTO DEI VESCOVI DEL GIAPPONE E DELLA COREA DEL SUD

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