Dall’India e dall’Africa: i nuovi missionari
Sono sette i giovani membri del Pime che dopo aver completato la loro formazione riceveranno l’ordinazione sacerdotale nel corso dell’estate
Hanno incontrato il Pime nei loro villaggi. Hanno sentito che anche loro erano chiamati a donare la propria vita per l’annuncio del Vangelo. E ora si preparano a mettersi in cammino sulle strade del mondo. Sono i sette nuovi missionari provenienti da India, Costa d’Avorio e Zambia che terminata la loro formazione nel Seminario teologico internazionale di Monza vivranno durante quest’estate le loro ordinazioni sacerdotali.
Il 13 giugno nel Duomo di Milano, coi nuovi sacerdoti dell’arcidiocesi, verrà ordinato Michael Mtonga, missionario zambiano del Pime. Una concomitanza non casuale: nell’arcidiocesi di Lusaka fin dagli anni Sessanta svolgono il loro ministero i sacerdoti fidei donum ambrosiani. «Sono nato a Lundazi, un piccolo villaggio nella parte orientale del Paese – racconta Michael -. La mia vocazione è nata in una famiglia cattolica, ma anche dall’incontro con don Francesco Airoldi e don Angelo Bellati, che vivevano in mezzo a noi in Zambia». Ricorda il 2016 come l’anno della svolta: «Fui selezionato per rappresentare il mio Paese alla Gmg di Cracovia. Sentii Papa Francesco che chiedeva a noi giovani di abbandonare “il divano comodo” per annunciare il Vangelo. Su quella spinta ho approfondito la conoscenza del Pime. Ho vissuto anche un anno nella parrocchia di Kayan, in Papua Nuova Guinea: ho capito che la missione non consiste nel compiere gesti straordinari, ma nell’essere presente accanto alle persone». Dopo l’ordinazione padre Michael resterà in Italia per svolgere il suo servizio nell’animazione missionaria.
Sempre il 13 giugno verrà ordinato anche Sanathan Nayak nella sua diocesi di Berhampur in Orissa, lo Stato indiano che nel 2007 fu l’epicentro di una dura persecuzione contro i cristiani. «La mia famiglia originariamente era induista – ricorda – ma mia mamma e mio papà si sono convertiti al cristianesimo. Fin da piccolo ho studiato nell’ostello della parrocchia. Allora non pensavo però di farmi prete: il mio grande desiderio era diventare un giocatore di calcio, avevo cominciato a lavorare. Poi un giorno fui invitato a un campo vocazionale del Pime. È stato ascoltando le testimonianze che mi sono detto: anch’io voglio vivere così». Nel 2019 ha vissuto coi missionari nelle isole Andamane: «Là i cristiani sono poveri di beni, ma ricchi di fede». Ora tornerà in India per prestare servizio nella casa formativa di Eluru, in Andhra Pradesh.
Dalla stessa diocesi di Berhampur viene anche Ashish Kumar Karad che diventerà sacerdote il 20 giugno nella sua parrocchia dedicata a San Vincenzo de’ Paoli. Ricorda di aver avvertito questa chiamata fin da adolescente: «Non era un’idea chiara – spiega -. Era un’inquietudine buona, una voce che cresceva a partire dal versetto del Vangelo: “Lo Spirito del Signore è su di me… mi ha mandato” (Lc 4,18-19). Uno dei doni più grandi di quegli anni – continua – è stata la possibilità di accompagnare i sacerdoti nelle visite ai villaggi. Ricordo ancora la polvere delle strade, i volti sorridenti dei bambini, la semplicità delle famiglie, la fede viva delle comunità». Per l’ordinazione ha scelto un altro versetto: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza” (Fil 4,13). «Dice che la missione non dipende dalle mie forze, ma dalla fedeltà di Cristo». Anche lui resterà in India per promuovere l’animazione missionaria.
Dalla città di Bhadrachalam nello Stato indiano del Telangana proviene Arun Parise, che sarà ordinato sacerdote il 29 giugno nella sua diocesi di Khammam. Anche per la sua vocazione l’incontro con i missionari è stato decisivo, in particolare quello con padre Augustine Mundupalakal giunto nella sua città dove non esisteva neppure una parrocchia stabile. A colpirlo furono le visite nei villaggi poveri e difficili da raggiungere dei koya, nella foresta. «Mio padre lo accompagnava come autista, catechista, cantore, collaboratore in molte attività – ricorda -. Anche mia madre contribuiva attivamente. Pur non comprendendo appieno, in quelle visite io percepivo una forte presenza di Dio. È stato il mio primo seminario». Una volta ordinato rientrerà in Italia per proseguire gli studi teologici a Roma: «Non sarà un approfondimento accademico, ma una preparazione al servizio», osserva.
Il 27 luglio nella diocesi di Eluru toccherà poi a Pavan Kumar Nunna della parrocchia di Denduluru. «La fondò il Pime nel 1922 – racconta – ma da molti anni è passata alla diocesi. Io tengo a dire: sono il frutto del Pime. La mia formazione è cominciata al seminario minore quando avevo 15 anni. Mi ha aiutato a crescere nella comprensione della mia vocazione missionaria. Pensando alla mia ordinazione sacerdotale, non pretendo di essere perfetto: so che comporta delle sfide, ma mi impegno ad affrontarle con l’aiuto dello Spirito Santo». Padre Pavan è stato destinato al seminario maggiore di Pune in India come vice-rettore.
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Sempre nella diocesi di Eluru ma in una data non ancora fissata avverrà anche l’ordinazione di Prasanth Ventrapati. Viene dal villaggio di Nadipalli dove – spiega – «sono stati piantati i primi semi della mia fede». Nel suo cammino ricorda anche lui un periodo vissuto in missione in Orissa: «Ho visto la bellezza di una vita spesa per il Vangelo e la gioia della condivisione con chi è nel bisogno». Ora si prepara a partire per il Messico: «Mi guida una frase che porto nel cuore: “Il seme è la Parola di Dio”. Sento che la mia vocazione è essere un terreno accogliente affinché questa Parola possa fiorire e arrivare a tutti, senza confini».
Dalla Costa d’Avorio proviene, infine, Koffi Guy-Rodrigue Kouame, che sarà ordinato il 14 agosto nella diocesi di Abengourou. «Vengo da Koun-Fao, dove sono cresciuto in una famiglia cattolica – racconta -. La mia vocazione è nata in parrocchia dove ho fatto il chierichetto. Quando sono diventato il catechista dei più piccoli ho cominciato a pormi domande sulla mia vita». «Mi piace parlare di missione come un “restare accanto”, per essere segno di speranza – conclude -. Così con grande gioia ho accolto la mia prima destinazione in Guinea-Bissau. Ai giovani dico: non lasciatevi fermare dalla paura, andate avanti con coraggio per inseguire i vostri sogni».
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