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Haiti, la speranza oltre la paura

Nel Paese, ostaggio delle bande criminali, è ancora emergenza: due nuovi progetti, in concomitanza con l’inizio della scuola, garantiranno istruzione e un pasto ai bambini sfollati di Port-au-Prince

Haiti è il Paese più povero del continente americano, storicamente segnato da dittature, colpi di Stato, terremoti, uragani ed epidemie. Dal 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente con l’espansione delle bande criminali che poi, a seguito dell’uccisione del presidente Jovenel Moïse nel 2021, hanno occupato interi quartieri della capitale Port-au-Prince, imponendo la loro legge in un clima di anarchia e agendo indisturbate tra estorsioni e posti di blocco armati, mentre i prezzi dei beni di prima necessità sono quasi raddoppiati. Si stima che tra le 700 e le 800 mila persone siano oggi sfollate e vivano in condizioni di povertà estrema. Neppure l’intervento internazionale è riuscito finora a invertire la rotta: il contingente di polizia keniota, arrivato nel 2024 su mandato delle Nazioni Unite, ha lasciato il Paese nell’aprile 2026 senza risultati tangibili, ed è stato sostituito da un contingente del Ciad – nel contesto di una nuova iniziativa di sicurezza chiamata Gang Suppression Force approvata dal Consiglio di Sicurezza Onu – che deve ancora entrare pienamente in azione.

In questo contesto opera dal 1994 Maurizio Barcaro, volontario laico con cui Fondazione Pime lavora tramite l’associazione da lui fondata, Fondazione Lakay Mwen. Nella zona della Plaine, alla periferia di Port-au-Prince, gestisce scuole che accolgono ogni anno circa 3.700 bambini, una casa per anziani e programmi di sostegno alimentare e sanitario per la comunità. Tra maggio e giugno 2026 la Plaine, che per un anno e mezzo aveva conosciuto una relativa calma, è tornata a essere teatro di violenti scontri tra bande rivali. Le scuole hanno dovuto chiudere per settimane e centinaia di famiglie, abbandonando tutto ciò che avevano, sono state costrette a fuggire da quartieri come Cité Soleil, Terre Noir, Martial, Blanchard, Pierre 6 e Duvivier, raggiungendo la capitale. Racconta Maurizio: «Fra il mese di maggio e inizio giugno abbiamo vissuto, una volta ancora, momenti molto difficili. Scontri armati fra una banda della zona di Cité Soleil e quelle della nostra zona hanno causato intense sparatorie nel corso di buona parte della giornata e anche della notte. È da mesi che gli scontri si intensificano per giorni e poi torna la calma, ma la paura resta».

Per rispondere a questa grave situazione, che continua a evolvere, Fondazione Pime promuove il progetto S112 – Emergenza Haiti a sostegno degli interventi che Maurizio Barcaro realizza nel Paese a fronte del continuo stato di crisi. Il progetto S112 esiste da tanti anni e purtroppo non ha mai smesso di essere necessario; oggi, di fronte al nuovo aggravarsi della situazione, chiediamo un rinnovato sforzo di solidarietà per poter realizzare due interventi complementari. Il primo promuoverà la scolarizzazione di circa 300 bambini sfollati nella scuola San Camillo a Port-au-Prince, ospitati in orario pomeridiano, dalle 13 alle 18, in aule che al mattino sono occupate dagli alunni regolari. Saranno formate sei classi di circa 50 bambini ciascuna, dopo un esame interno che permetterà di inserire ogni allievo nella classe più adatta. Il progetto garantirà per l’intero anno scolastico il materiale didattico di base, le uniformi e il sostegno agli insegnanti.

Il secondo intervento sosterrà la mensa scolastica della scuola La Providence, che ogni giorno prepara un pasto caldo per offrire supporto alimentare sicuro a circa 1.200 bambini tra i 4 e gli 11 anni, 450 dei quali provenienti da famiglie sfollate. Proprio in concomitanza con la riapertura delle scuole nel mese di ottobre, grazie a questi interventi promossi e sostenuti dal progetto S112 di Fondazione Pime, la Fondazione Lakay Mwen intende iscrivere circa 400 nuovi bambini. Un lavoro reso possibile anche grazie agli insegnanti stessi che, spostandosi nei quartieri più colpiti dall’emergenza, individuano le famiglie sfollate per sostenere l’iscrizione degli alunni, con la priorità sempre riservata a chi ne ha più bisogno. Complessivamente, oltre alle persone accolte direttamente, i due interventi raggiungono in modo indiretto più di mille nuclei familiari della zona. Come scrive ancora Maurizio: «Si tratta di un intervento di emergenza, nato per assicurare un luogo protetto dove i bambini possano continuare a studiare, ricevere un pasto e trovare un po’ di tranquillità. Un primo passo per restituire loro stabilità, in attesa che le condizioni permettano un giorno di tornare a una vita normale».

Da oltre vent’anni Fondazione Pime non ha mai cessato il proprio sostegno a questa missione, con attenzione costante verso i più fragili. Un impegno che si rinnova ogni giorno, perché per centinaia di famiglie sfollate la scuola resta spesso l’unico luogo dove i bambini possano sentirsi ancora protetti e liberi di continuare a sognare un futuro diverso. Grazie al vostro contributo al progetto S112 – Emergenza Haiti, la missione potrà proseguire a garantire istruzione e cibo ai piccoli di Port-au-Prince, offrendo loro un rifugio sicuro in uno dei contesti più difficili al mondo, oggi più che mai.

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