Sulle rive del Congo
RILETTO PER VOI
1886: padre Prosper-Philippe Augouard incontra, lungo il grande fiume, Pietro Paolo Savorgnan di Brazzà, esploratore che aveva aperto la strada alla colonizzazione della Francia in Africa centrale. Ancora oggi la capitale della Repubblica del Congo porta il suo nome: Brazzaville. Così la nostra rivista raccontò quel colloquio nel cuore del continente: una cronaca che lascia trasparire la mentalità del tempo
«Il Sig. Brazzà, avendo solcato l’Ogowé, era giunto al Gabon pochi giorni prima della mia partenza. Saputo il mio passaggio, fece subito allestire un vapore per cercarmi. Sperava trovarmi al Loango, dov’eragli stato detto come io doveva raccogliere la carovana; ma questa era già partita, viaggiò di tutta lena per Landana, dove ancora seppe la mia assenza; giungeva infine a Banana, nel momento appunto in cui io era sulle mosse. Fui lieto dell’incontro del Sig. Brazzà, che mi parlò da amico. Gli risposi nello stesso modo e gli chiesi certe spiegazioni che mi diede con tutta franchezza. Discorremmo a lungo delle faccende del Congo e potei persuadermi che avevamo in lui un protettore possente e affezionato. Approvò pienamente il contegno tenuto al tempo del nostro arrivo a Brazzaville; al pari di me, ei pensa che bisogna sempre schivare di entrare in ostilità cogli indigeni, essendo la nostra una missione di pace e di incivilimento. Mi soggiunse per ultimo ch’era contento di vederci stabiliti in un paese nuovo, dove già avevamo acquistato una grande autorità sopra gli indigeni, e come era pronto ad assecondarci nella nostra opera sommamente incivilitrice e cristiana. La mattina del dì 4 gennaio, lasciammo Banana per impigliarci fra le molte isole e risalire la corrente del gran fiume. Le due giornate passate a bordo furono spese nel fare gli ultimi apparecchi, a mettere in ordine i carichi e nel distribuire le razioni di cibo pei primi giorni di viaggio». MM (Le Missioni Cattoliche, 1886)Articoli correlati
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