Le ong in Iraq: “Più collaborazione tra noi al servizio di tutti”

Dalle organizzazioni di matrice religiosa che operano in Iraq una dichiarazione congiunta in occasione della visita apostolica di Papa Francesco: “Abbracciamo pienamente il messaggio di fraternità e di dialogo che il Papa porta. Crediamo fermamente che rappresenti un modo necessario per guarire le ferite del passato e costruire un futuro per le diverse comunità del Paese”. Tra i firmatari anche Islamic Relief Worldwide e tante realtà locali irachene
 

«Noi cristiani ancora oggi perseguitati nella Piana di Ninive»

La denuncia di padre Benham Benoka, sacerdote siro-cattolico di Bartella, alla vigilia dell’arrivo del Papa in Iraq: «Ancora oggi, in maniera più nascosta reispetto agli anni dell’Isis ma con effetti non meno gravi, le milizie sciite con la sostituzione demografica stanno cercando di cancellare la presenza dei villaggi cristiani. Aspettiamo Papa Francesco come un padre che soccorre i suoi figli che soffrono». Rivedi il video della sua testimonianza nella serata proposta dal Centro Pime
 

Aspettando il Papa nell’Iraq ferito

Lo storico viaggio di Francesco, in programma dal 5 all’8 marzo, è atteso con trepidazione non solo dai cristiani, che rischiano di scomparire dalle loro terre, ma da un intero popolo, esausto dopo decenni senza pace. Le loro testimonianze in questo articolo e nella serata che mercoledì 3 alle 21 proporremo in streaming sul canale YouTube del Centro Pime con padre Benham Benoka dalla Piana di Ninive
 

Il valore aggiunto della visita a Najaf

Che cosa rappresenta davvero la città di Najaf per gli sciiti? E perché l’incontro che Papa Francesco durante il suo viaggio in Iraq vorrebbe tenere lì con l’ayatollah al Sistani rappresenterebbe un punto di svolta per la storia recente del mondo sciita e per il cammino avviato esattamente due anni fa ad Abu Dhabi con la Dichiarazione sulla Fratellanza umana?
 

Il testimone di Mosul: dopo l’Isis ora senza nulla contro il Covid

In queste ultime settimane in tutto in Medio Oriente i numeri del Coronavirus sono tornati a salire. Tra i Paesi più colpiti l’Iraq con oltre 500 vittime nell’ultima settimana. E Omar Mohammed – il «Mosul Eye» che di nascosto raccontava on line le barbarie dell’Isis durante l’occupazione – denuncia: «Da Baghdad niente test per noi, ma i casi sospetti qui sono ormai migliaia»
 
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