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Icona decorativa, Icona decorativa30 Giugno 2016 Redazione

In Tanzania nel 2018 la prossima Conferenza missionaria mondiale

Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha scelto l’Africa per la sua Conferenza sull’evangelizzazione. Si terrà dall’8 al 13 marzo 2018 ad Arusha; tra gli obiettivi la nascita di un  movimento ecumenico missionario
  Dopo sessant’anni l’Africa tornerà ad ospitare la Conferenza missionaria mondiale, il maggiore evento ecumenico sul tema dell’evangelizzazione promosso con cadenza decennale dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Ad annunciarlo è un comunicato dell’organismo interconfessionale che ha sede a Ginevra (e con il quale la Chiesa cattolica, pur non partecipando, mantiene forti rapporti di collaborazione). Nella riunione del Comitato centrale tenutasi in questi giorni a Trondheim, in Norvegia, è stata decisa la convocazione di una nuova Conferenza missionaria mondiale che si terrà dall’8 al 13 marzo 2018 in Tanzania sul tema «Muoversi nello Spirito: chiamati a un discepolato che trasforma». La convocazione arriva a ormai sei anni dalla Conferenza di Edinburgo, che nel 2010 – proprio nella città scozzese che nel 1910 aveva visto la prima di queste iniziative – aveva celebrato un secolo di riflessioni comuni tra Chiese cristiane sulla missione. Fu proprio infatti la questione molto concreta del ritrovarsi divisi ad annunciare il Vangelo ai confini del mondo a dare il via al cammino nel cui solco, nel 1948, sarebbe poi nato lo stesso Consiglio ecumenico delle Chiese. Con l’appuntamento convocato per il 2018 l’ecumenismo missionario sceglie di ripartire dall’Africa: l’ultimo precedente risale al 1958, quando l’evento si svolse in Ghana. Ad Arusha sono attesi 700 delegati dalle Chiese cristiane di tutto il mondo che saranno ospiti dell’Evangelical Lutheran Church della Tanzania. «Con questa scelta riconosciamo che l’Africa oggi è una delle regioni maggiormente vitali nel cristianbesimo mondiale – ha spiegato Jooseop Keum, direttore della Commissione sulla missione mondiale e l’evangelizzazione del Consiglio ecumenico delle Chiese -. Sarà importante che lo spirito dell’Africa pervada la Conferenza dal momento dell’organizzazione fino al suo svolgimento. Un numero significativo di relatori e partecipanti verrà da questo continente». «La Conferenza missionaria mondiale è sempre stata un’opportunità per le Chiese, le agenzie missionarie e le persone impegnate per incontrarsi e riflettere insieme sulle sfide dei prossimi anni – ha detto ancora Keum -. Alla Conferenza del 2018 vorremmo lanciare un movimento ecumenico missionario. Lo vediamo come una chiamata a lavorare con uno spettro molto ampio di partner dalla Chiesa cattolica romana, ai pentecostali, alle Chiese evangeliche e ai movimenti per affrontare le sfide della missione nel mondo di oggi».

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