Inondazioni in Camerun, appello da Yagoua

Inondazioni in Camerun, appello da Yagoua

L’Africa Centrale è stata gravemente colpita in questi giorni da nuove inondazioni che rilanciano il problema del cambiamento climatico. Dalla diocesi di Yagoua in Camerun l’appello di Fabio Mussi, missionario del Pime e direttore della Caritas locale: «Anch’io sono stato tentato di pensare che questa nuova disgrazia fosse un po’ troppo. Poi mi sono ricordato della parabola del Buon samaritano e ho lasciato da parte la “vergogna” di stendere ancora la mano»

 

Almeno 111 morti e 760 mila sfollati: è il bilancio fornito nei giorni scorsi dall’Ocha – l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari – sulle gravi inondazioni che hanno colpito nelle ultime settimane diversi Paesi dell’Africa occidentale e centrale, tra cui Burkina Faso, Camerun, Ciad, Ghana, Niger, Mali, Nigeria, Repubblica del Congo e Senegal. Una nuova calamità naturale che ripropone il tema degli effetti del cambiamento climatico in Africa, come spiegavamo recentemente in questo articolo. Tra le aree colpite c’è anche l‘Estremo Nord del Camerun, dove dalla diocesi di Yagoua – dove è responsabile della Caritas locale – Fabio Mussi, missionario laico del Pime, ci ha inviato l’appello che proponiamo qui sotto. Per chi vuole sostenere l’impegno di fratel Fabio a favore delle popolazioni colpite la Fondazione Pime ha riaperto il Fondo di emergenza “S121 – EMERGENZA INONDAZIONE ESTREMO NORD DEL CAMERUN” che è possibile sostenere donando direttamente on line a questo link oppure con le altre modalità di sostegno ai progetti della Fondazione Pime specificando la causale.

 

Carissimi amici, è con un grande dispiacere che mi rivolgo ancora una volta a voi, per domandarvi un sostegno per le popolazioni colpite dalle gravi inondazioni di queste ultime settimane nella diocesi di Yagoua, nell’Estremo Nord del Camerun. Mi rendo ben conto che anche voi state attraversando un periodo difficile e doloroso a causa dell’epidemia del Covid-19. Tuttavia la solidarietà e la carità cristiana ci insegnano a guardare ai nostri fratelli più poveri e bisognosi.

Anch’io sono stato tentato di pensare che questa ennesima disgrazia, che ci è caduta sulla testa, era un po’ troppo, e quindi avrei lasciato volentieri alle autorità amministrative locali e alle agenzie internazionali delle Nazioni Unite di affrontare il problema. È vero che risolvere questa emergenza è compito innanzitutto dello Stato camerunese e delle agenzie preposte a tali catastrofi.

Poi mi sono ricordato della lezione che Gesù ci offre con la parabola del Buon samaritano. A questo punto ho lasciato da parte la “vergogna” di stendere ancora la mano a voi e alla Fondazione Pime Onlus che ci avete sostenuto in tutti questi anni di impegno nella regione dell’Estremo Nord del Camerun.

Due province su tre sono particolarmente colpite dalle alluvioni causate dalle eccessive piogge di questa stagione marcata sensibilmente dai cambiamenti climatici diffusi a livello mondiale. Tenendo conto che altre organizzazioni stanno intervenendo nella regione, noi della Caritas diocesana di Yagoua ci concentreremo principalmente nella provincia di Mayo Danay che in questa calamità è particolarmente colpita anche per la conformazione pianeggiante del territorio che defluisce verso il fiume Logone, al confine con il Ciad.

Attualmente stiamo valutando con i nostri operatori della Caritas i danni a livello di ogni singola parrocchia al fine da poter poi intervenire in modo proporzionato ai danni subiti. Sicuramente non potremo affrontare completamente la situazione, ma almeno vorremmo far sentire una vicinanza solidale e cristiana a queste famiglie che sono nella sofferenza.

Come Caritas abbiamo già messo a disposizione delle parrocchie circa 500 sacchi di cereali per i casi più bisognosi, cioè persone anziane e sole, vedove con figli a carico, handicappati e famiglie che hanno perso casa e raccolti agricoli. Per una popolazione di oltre 50.000 persone questo è un gesto simbolico ma ancora insufficiente.

Per far fronte alle emergenze alimentari dei prossimi 2 mesi avemmo bisogno di almeno 1500 sacchi di cereali, che attualmente costano sul mercato locale circa 35euro al sacco. Inoltre sono da preventivare anche degli interventi sanitari d’urgenza e per l’acqua potabile a favore dei villaggi più bisognosi.

La Provvidenza, come nella parabola del Buon samaritano, saprà certamente venirci in aiuto ed anche ricompensarvi per la vostra generosità. Da parte nostra possiamo assicurarvi il nostro impegno nel tenervi informati sull’evoluzione di questa disgrazia.

Grazie ancora per il vostro sostegno e amicizia.

Fabio Mussi