Le nostre scuole guardano avanti

Le nostre scuole guardano avanti

A Catió, in Guinea-Bissau, l’impegno di Chiara e Filippo dell’Associazione Laici Pime in cinque strutture gestite insieme da villaggi, Stato e missionari: un modello sostenibile anche per il futuro

Siamo a Catió, capoluogo della regione di Tombali, nel Sud della Guinea-Bissau. Qui, ormai più di un anno fa Chiara e Filippo, volontari dell’Associazione Laici Pime (Alp) hanno iniziato il loro servizio in aiuto di padre Naresh Gosala – missionario nel Paese dal 2017 – e degli studenti e insegnanti di cinque scuole elementari seguite dalla missione locale del Pime.
Il bisogno di promuovere il lavoro educativo a Catió nasce dal precario e poco sviluppato sistema scolastico locale. La Guinea-Bissau è tra i Paesi più poveri al mondo, è al 175° posto (su 189 nazioni) nell’Indice di sviluppo umano e proprio l’istruzione, insieme alla sanità, rappresenta un settore con gravi carenze: bassi investimenti statali, materiale didattico inesistente o inadeguato, classi sovraffollate, personale poco preparato e spesso non pagato. Per questo i missionari del Pime, nel corso della loro permanenza, hanno fatto sì che le scuole da loro sostenute operassero in regime di autogestione e non fossero direttamente dipendenti dallo Stato guineano.
Chiara Goisis e Filippo Gatti sono stati chiamati ad aiutare padre Naresh nel coordinamento di cinque scuole nella provincia di Catió (Komo, Areia, Mato Farroba, Ilheu de Nfanda e Katungo), favorendo la costruzione di reti solide e coordinate tra formatori, docenti e genitori degli studenti. Il loro intervento è stato inserito all’interno di un progetto (K796 – Una coppia Alp per le scuole di Catió) al fine di raccogliere aiuti a sostegno delle attività: formazione e orientamento dei professori locali, acquisto dei materiali didattici, aggiornamento e ristampa dei sussidi in portoghese e creolo, attività extra scolastiche per gli studenti, riorganizzazione delle piccole biblioteche delle scuole e creazione di nuove.
Ognuna delle cinque strutture sostenute dal Pime opera in regime di autogestione ed è coordinata da un Comitato che comprende le parti fondamentali per il mantenimento di questa organizzazione: gli anziani, che rappresentano il villaggio; il direttore, il vicedirettore della scuola e i professori (che rappresentano lo Stato) e gli operatori della missione del Pime. L’autogestione garantisce la sostenibilità degli istituti che, con risorse umane ed economiche proprie, riescono a garantire un contesto adeguato all’insegnamento e un’educazione di qualità agli allievi.

«Le scuole permettono a circa 2.000 bambini di avere un’istruzione di qualità, in strutture sicure e accoglienti; un’istruzione primaria che permetta a tutti gli studenti di iscriversi al liceo e terminarlo con successo… questo è quanto ci auguriamo!», spiegano Chiara e Filippo. «Il nostro compito è in primo luogo quello di aiutare e supportare gli operatori locali nelle attività quotidiane, cercando di rendere il loro lavoro il più efficace possibile e proponendo formazioni e corsi di aggiornamento. In questi giorni stiamo ultimando la trascrizione dei manuali scolastici che i professori hanno preparato a luglio: tutti lamentavano il fatto di non avere materiale unificato e che ognuno facesse lezione partendo da appunti o libri personali, gelosamente custoditi.

Abbiamo quindi proposto che fossero loro a creare dei nuovi manuali di insegnamento e programmi didattici unificati e condivisi, in modo tale da procedere in parallelo nelle lezioni e nell’insegnamento nelle diverse scuole. Da quest’anno lavoreremo con testi nuovi, originali e condivisi in tutte e cinque le scuole», prosegue la coppia.
«Sembra una piccola cosa, ma per realtà come queste è un grande passo verso un’offerta educativa ancora più strutturata, studiata ed efficace, di cui i giovani potranno beneficiare. Nel prossimo futuro vogliamo cercare supporti didattici da fornire ai professori e preparare delle formazioni su come usarli. Infine, nei ritagli di tempo, stiamo pensando a un modo per rilanciare la biblioteca della missione di Catió: ci piacerebbe – usiamo il condizionale, perché stiamo ancora sognando ad occhi aperti – che non fosse solo un luogo di lettura, ma un ambiente di socializzazione e formazione, in cui poter progettare corsi, mostrare cartoni animati e documentari ai bambini e aiutare i ragazzi a studiare, fare i compiti e seguire corsi di recupero per le materie più difficili».
Padre Naresh, Chiara e Fillippo hanno tante idee e non mancano gli spazi in cui concrettizzarle: ora servono le risorse necessarie per dare forma ai loro desideri per i bambini di Catió.


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Sostieni il progetto K796 – Una coppia Alp per le scuole di Catió: garantirai a più di 2.000 bambini e bambine un’adeguata istruzione e una concreta opportunità di crescita e sviluppo. Puoi donare al progetto con carta di credito o PayPal al link:
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IBAN IT89M0623001633000015111283, causale: K796.