Educazione, tra festa e impegno

Educazione, tra festa e impegno

“Tuttaunaltrafesta”, la fiera del vivere solidale del Pime, diventa quest’anno itinerante. E sostiene istruzione ed educazione in tre Paesi, Camerun, Myanmar e Brasile, dove operano i missionari

 

Costruire la pace partendo dai più piccoli, attraverso l’istruzione e l’educazione. È la sfida che il Pime lancia con Tuttaunaltrafesta. La tradizionale fiera del vivere solidale, che nelle precedenti edizioni si è svolta presso il Centro Pime di Milano, quest’anno sarà “in uscita” e itinerante. Fra maggio e giugno, farà tappa a Varese, all’Abbazia di Morimondo, a Sotto il Monte, in occasione della presenza della salma di Papa Giovanni XXIII.

“Tuttaunaltrafesta” porterà nelle piazze delle città lombarde gli stand di artigianato solidale, le bancarelle di cibi etnici, i prodotti dei monasteri, gli incontri culturali con ospiti da tutto il mondo, gli spettacoli musicali, i laboratori per i bambini. Ma, soprattutto, sosterrà con tutte queste iniziative tre progetti in missione che puntano sull’istruzione per mettere le basi di un futuro di pace. Oltre alla costruzione di aule scolastiche nell’Estremo Nord del Camerun tramite fratel Fabio Mussi, la campagna “Educazione, cantiere di pace” sosterrà le attività di Casa Santa Rita, un centro per adole- scenti a Parintins in Brasile, e l’avvio di una scuola materna in Myanmar attraverso l’associazione legata al Pime New Humanity.

In Brasile, a Parintins, in piena Amazzonia , Casa Santa Rita è nata nel 1995 a partire dall’iniziativa degli abitanti del quartiere Santa Rita, preoccupati per il numero crescente di adolescenti provenienti da famiglie a basso reddito che passava il proprio tempo in strada a sniffare colla, esposti a ogni tipo di violenza. Il centro è stato subito sostenuto da un missionario del Pime, padre Benito Di Pietro, e oggi è un’attività sociale della diocesi di Parintins, il cui vescovo è il missionario del Pime monsignor Giuliano Frigeni. «Casa Santa Rita è un punto di riferimento, in una metropoli diventata sempre più vasta, per bambini e adolescenti dai 9 ai 15 anni – spiega monsignor Frigeni -. Le attività vanno dal doposcuola a corsi di chitarra, disegno, danza, teatro, informatica e attività sportive di vario genere. La proposta educativa si rivolge alle famiglie economicamente più sfavorite di Parintins, per evitare che tanti ragazzi e giovani, in mancanza di opportunità, si abbandonino alla disperazione con i conseguenti rischi sociali di emarginazione, prostituzione e fuga nel mondo della droga e della violenza. Negli anni, grazie soprattutto all’attività instancabile di padre Benito, la Casa Santa Rita ha cambiato la vita di tanti ragazzi, anche grazie al sostegno arrivato dall’Italia».

In Myanmar, dall’altra parte del mondo, l’associazione New Humanity promuove dal 2002 l’educazione come strumento per sconfiggere ogni forma di povertà ed esclusione. «La Costituzione del Myanmar garantisce l’accesso all’educazione primaria, gratuita ed obbligatoria, ma i bassi livelli di investimento pubblico nell’educazione rendono impossibile il raggiungimento di questo obiettivo – spiega Francesca Benigno, responsabile dei progetti della ong legata al Pime -. I tassi di abbandono scolastico sono ancora alti, con solo il 77,6% dei bambini che terminano il ciclo scolastico primario, e la situazione è particolarmente critica nelle aree rurali». Proprio in un’area rurale, nel villaggio di Honar, in provincia di Taunggyi, la campagna “Educazione, cantiere di pace” supporta la costruzione di una scuola materna che ospiterà circa 130 bambini di età compresa tra i 3 ed i 5 anni. «Lavoriamo in quest’area già da diversi anni e la richiesta è arrivata dalla comunità locale – spiega Francesca Benigno -. Le mamme di bambini in età prescolare non possono contare su alcun servizio e spesso sono costrette a lasciare i bambini a casa da soli mentre vanno a lavorare o a ritirare da scuola i bambini più grandi perché si possano occupare dei fratelli. Inoltre in questa regione il tasso di iscrizione al ciclo primario è molto basso e si registrano altissimi livelli di abbandono nei primi anni della scuola».

Il villaggio di Honar si trova in posizione isolata ed è abitato principalmente da minoranze etniche. In questa regione non esiste alcun programma di educazione prescolare e l’intervento di New Humanity si configurerebbe quindi come l’unica iniziativa nell’area. Il sito per la costruzione dell’asilo è stato individuato e messo a disposizione gratuitamente dalla comunità del villaggio, che in futuro dovrà diventare titolare del progetto e farsi carico della gestione della scuola materna.

«L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale – ha detto Nelson Mandela -. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione». L’istruzione è anche il motore di sviluppo di una comunità, garanzia di stabilità e sicurezza per tutti e la premessa per un futuro di pace.