Giappone, un tempio buddhista nello Spazio
Proprio mentre intorno a Marte in queste ore si intrecciano missioni degli Emirati Arati, della Cina e degli Stati Uniti, il tempio Daigoji di Kyoto ha annunciato che nel 2023 manderà in orbita un «tempio spaziale» da cui invocare la pace su tutta la Terra
In questi giorni si parla molto delle missioni spaziali per ben tre iniziative diverse che nell’arco di una manciata di giorni stanno raggiungendo Marte. Ieri la sonda Hope degli Emirati Arabi Uniti ha raggiunto l’orbita del pianeta rosso; lo stesso risultato nelle prossime ore dovrebbe essere raggiunto dalla cinese Tianwen; mentre il 18 febbraio gli Stati Uniti dovrebbero far scendere sulla superficie di Marte il rover Perseverance. Proprio in queste stesse ore dal Giappone è arrivata però anche la notizia di un’impresa spaziale di tutt’altro tenore: uno dei più celebri templi budhhisti del Paese – il tempio Daigoji di Kyoto, inserito anche nella lista sei siti Patrimonio dell’umanità dell’Unesco – ha annunciato l’intenzione di dare viva a una propria «estensione spaziale». Insieme alla società Terra Space Inc. sta infatti progettando di lanciare in orbita nel 2023 un mini-satellite contenente una statua del Dainichi Nyorai, una delle raffigurazioni del Buddha, e alcuni mandala. Il satellite dovrebbe misurare appena 30 centimetri in larghezza, 20 in altezza e 10 in profondità e dovrebbe essere in grado di percorrere l’intera orbita terrestre ogni 90 minuti, a un altezza tra i 400 e i 500 chilometri. Il moto verrebbe accompagnato dal tempio dalla preghiera dei monaci con l’intenzione di invocare la pace su tutta la Terra. Una speciale App indicherebbe inoltre sempre ai fedeli la sua posizione, in modo che possano cercarlo quando pregano rivolti verso il cielo. Accanto al suo simbolismo spirituale il «tempio spaziale» – che dovrebbe prendere il nome di Jotenin Gounji (cioè il tempio «dell’umana esistenza») – svolgerebbe anche una funzione molto pratica: permettere le comuicazioni con i templi più isolati nelle aree montagnose quando a causa di disastri naturali si interrompe il segnale telefonico.Articoli correlati
Minoranze, si può sperare?
Un accurato servizio speciale uscito sul quotidiano “The Daily Star” del Bangladesh affronta il tema della discrimina…
Kdol Leu, dal villaggio alla nuova Cambogia
Nata nell’Ottocento con gli schiavi liberati rimasti ai margini, sopravvissuta ai Khmer Rossi, è una delle parrocchie…
Mindanao, la lezione di resilienza di una scuola rurale
Fondata nel 2002 in una remota municipalità dell’isola nel sud delle Filippine, la “Notre Dame of Arakan&…

