L’Unesco: il Covid-19 aumenta il divario scolastico tra Paesi ricchi e poveri

L’Unesco: il Covid-19 aumenta il divario scolastico tra Paesi ricchi e poveri

Sono ancora più di 800 milioni nel mondo gli studenti che subiscono interruzioni nelle lezioni a causa della pandemia. L’America Latina ha registrato una media di 5 mesi di chiusure nell’ultimo anno. Globalmente solo lo 0,78% degli stanziamenti per gli aiuti è stato destinato all’istruzione, mentre i due terzi dei Paesi a basso reddito hanno tagliato i loro bilanci per l’istruzione dall’inizio della pandemia

 

Mentre l’Italia discute in queste ore sulle nuove sospensioni delle lezioni in presenza in alcune zone a causa della pandemia, qual è oggi la situazione nelle strutture educative a livello globale?  A un anno ormai dallo scoppio della pandemia da Covid-19 più di 800 milioni di studenti – oltre la metà della popolazione studentesca mondiale – affrontano tuttora notevoli interruzioni del sistema educativo, che vanno dalla chiusura totale delle scuole in 31 Paesi a orari accademici ridotti o part-time in altri 48, secondo gli ultimi dati rilasciati dalla mappa interattiva di monitoraggio dell’UNESCO.

La mappa mostra che a livello globale, le scuole sono state completamente chiuse per una media di 3,5 mesi dall’inizio della pandemia; un dato che sale a 5,5 mesi, pari a due terzi di un anno accademico, se si tengono in considerazione le chiusure localizzate. La durata delle chiusure ha variato da regione a regione, da una media di 5 mesi di chiusure totali in America Latina e nei Caraibi, a 2,5 mesi in Europa, e solo un mese in Oceania. Variazioni simili sono state osservate per quanto riguarda le chiusure localizzate: una media superiore a sette mesi in America Latina e Caraibi rispetto alla media globale di 5,5 mesi.

I governi si sono sforzati di ridurre al minimo le chiusure a livello nazionale a favore di chiusure parziali e/o locali. In aprile 2020 è stato registrato un picco di 190 Paesi in cui le scuole erano chiuse in tutto il territorio nazionale, mentre ora sono solo 26. Attualmente le scuole sono completamente aperte in 101 paesi.

Le chiusure prolungate e ripetute delle istituzioni educative stanno prendendo un crescente tributo psico-sociale sugli studenti, aumentando le perdite di apprendimento e il rischio di abbandono, colpendo in modo sproporzionato i più vulnerabili. Le chiusure complete delle scuole devono quindi essere l’ultima risorsa e riaprirle in sicurezza una priorità”, sottolinea Audrey Azoulay, direttore generale dell’UNESCO.

Il 24 gennaio 2021, in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, l’UNESCO ha esortato a un maggiore e migliore finanziamento dell’educazione, e ha richiamato l’attenzione sulla bassa priorità assegnata all’istruzione negli sforzi di recupero. Infatti, i dati UNESCO mostrano che il settore riceve solo lo 0,78% dei pacchetti di aiuti in tutto il mondo.

Inoltre, i budget per l’istruzione non si stanno adeguando proporzionalmente alle sfide portate dal COVID-19, soprattutto nei Paesi più poveri. Nonostante le esigenze di finanziamento aggiuntive, due terzi dei Paesi a basso e medio-basso reddito hanno, infatti, tagliato i loro bilanci per l’istruzione pubblica dall’inizio della pandemia, secondo il nuovo rapporto congiunto Banca Mondiale – UNESCO, Education Finance Watch (EFW).

Prima della pandemia, nel 2018-19, i Paesi ad alto reddito spendevano annualmente l’equivalente di 8.501 dollari per l’istruzione di ogni bambino o giovane rispetto ai 48 dollari dei Paesi a basso reddito. Ma il Covid-19 sta ampliando ulteriormente questo enorme divario di spesa per l’istruzione pro-capite tra Paesi ricchi e poveri.

Secondo l’ EFW, la sfida finanziaria dell’istruzione non riguarda solo la mobilitazione delle risorse, ma anche il miglioramento dell’efficacia dei finanziamenti. Infatti, i recenti aumenti della spesa per l’istruzione pubblica sono stati associati a miglioramenti relativamente piccoli: anche se l’accesso all’istruzione è migliorato, il tasso di povertà nell’apprendimento – la percentuale di bambini di 10 anni che non è in grado di leggere un testo breve e adatto alla loro età – era del 53% nei Paesi a basso e medio reddito prima di COVID-19, rispetto a solo il 9% dei Paesi ad alto reddito. Le chiusure scolastiche legate alla pandemia probabilmente porteranno questa percentuale del 53% al 63%.

Inoltre, come sottolinea Stefania Giannini, vicedirettrice generale dell’UNESCO per l’istruzione, il finanziamento esterno è fondamentale per sostenere le opportunità di istruzione dei più poveri del mondo. Ma a causa di vincoli fiscali, di altre esigenze settoriali e di cambiamenti nei modelli di mobilità degli studenti, gli aiuti esterni all’istruzione potrebbero diminuire proprio nel momento in cui sono più necessari.