Bangkok: periferie e dialogo

Bangkok: periferie e dialogo

Una parrocchia ricca di attività, l’impegno sociale nelle bidonville più povere e un filo conduttore di tutta la presenza del pime: l’incontro con il buddhismo

Nella capitale Bangkok, una megalopoli di circa 16 milioni di abitanti, il Pime segue un altro “solco”, quello tracciato da padre Silvano Magistrali (1940-2020) e, subito dopo, da padre Piergiacomo Urbani, che oggi, a 81 anni, continua a fare il direttore spirituale nel seminario nazionale. Entrambi vi hanno lavorato come insegnanti e hanno formato generazioni di preti locali: Magistrali a tempo pieno, mentre Urbani si è dedicato anche alla parrocchia di Our Lady of Mercy che si trova a 40 chilometri dal centro.
La parrocchia copre un’area molto vasta, dove i cattolici sono circa un migliaio, sia thailandesi che di lingua inglese (questi ultimi di una decina di nazionalità) su una popolazione di circa 550 mila persone. «Abbiamo molte attività – spiega padre Claudio Corti che ne è il parroco dal 2020 -, dal centro catechetico all’accoglienza per ritiri spirituali, ai gruppi giovani, anziani, neocatecumenali, Legio Mariae e altri ancora. Ci sono anche due scuole cattoliche gestite da congregazioni di suore thailandesi, con circa 4-5.000 alunni ciascuna. Un altro grande impegno riguarda l’accoglienza di orfani o bambini particolarmente disagiati». Sono circa 90 (di cui 5 cattolici), dalla prima alla terza media, quelli ospitati in alcune strutture vicine alla chiesa, le Case della speranza, realizzate grazie alla Fondazione San Martino, che è l’espressione caritativa della parrocchia.

La Fondazione è nata su iniziativa di padre Adriano Pelosin, che dal 2008 ha assunto il ruolo di superiore generale dell’Istituto missionario thailandese, nonché di parroco di una delle tre parrocchie missionarie “sperimentali” volute dall’arcivescovo di Bangkok, il cardinale Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij: una, quella di St. Mark, affidata a padre Pelosin, appunto, una ai Saveriani e una alle Missione estere di Parigi (Mep). Presenze nuove in zone dove non ci sono cristiani, a testimonianza del desiderio della stessa Chiesa thailandese di conservare uno spirito autenticamente missionario. Attualmente, la Fondazione San Martino è guidata da padre Massimo Bolgan, arrivato nel 1999 in Thailandia. Dopo aver vissuto a lungo nel Nord, si trova da due anni a Bangkok. «Il nostro impegno si concentra in sei baraccopoli – spiega – dove ci sono molte situazioni di povertà e disagio, con numerose famiglie disgregate e tante donne sole che si occupano dei bambini. Andiamo a trovare persone anziane o ammalate, promuoviamo attività di formazione soprattutto per le donne e di animazione per i più piccoli il sabato. Inoltre, attraverso le adozioni a distanza, riusciamo a dare un sostegno a circa 600 bambini affinché possano pagare le rette scolastiche. Adesso alcune attività di gruppo sono state sospese a causa del Coronavirus, che ha peggiorato una situazione già precaria. Molti hanno perso il lavoro e si ritrovano in una condizione di grave povertà. Cerchiamo di aiutare soprattutto fornendo viveri, anche se ovviamente possiamo raggiungere solo poche persone rispetto agli enormi bisogni. Tutto questo, per noi, non ha solo il significato di un’attività sociale; è il nostro modo di vivere e di testimoniare la nostra fede in mezzo alla gente». «In questi cinquant’anni – fa notare padre Claudio – i frutti più belli del lavoro pastorale e di evangelizzazione dei missionari del Pime sono soprattutto le decine di persone adulte che hanno chiesto di fare un cammino di conoscenza di Gesù e sono diventate cristiane. Qui in parrocchia, molte di loro sono oggi impegnate nelle diverse attività che portiamo avanti».

Ma un’altra componente fondamentale della presenza del Pime nella capitale (e non solo) è quella del dialogo con il buddhismo, un impegno imprescindibile in un Paese dove il 95% della popolazione si riconosce in questa religione. Attualmente è soprattutto padre Daniele Mazza a portare avanti questo dialogo, sia con esperienze di base con studenti cristiani, buddhisti e musulmani coinvolti insieme in attività sociali nei quartieri poveri, sia a livello universitario. Padre Daniele, infatti, che è arrivato in Thailandia nel 2008, ha ottenuto un master in studi buddhisti presso l’università statale buddhista Mahachulalonkorn, e ora sta proseguendo gli studi con il dottorato. I suoi compagni di corso sono soprattutto monaci e monache non solo thailandesi, ma provenienti da tutta l’Asia e anche da Europa e Stati Uniti.
Nel 2018, ha accompagnato un gruppo di monaci del Tempio reale Phra Chetupon (Wat Pho) in Vaticano per incontrare Papa Francesco. Il Pontefice ha contraccambiato la visita l’anno seguente quando si è recato a Bangkok e ha incontrato il patriarca buddhista. «Sono stati due momenti molto belli ed emozionanti – ricorda padre Daniele – anche perché Papa Francesco ha fatto, come nel suo stile, gesti dirompenti, che spesso parlano più delle parole: in Vaticano, si è alzato lui stesso per andare a salutare tutta la delegazione, una cosa inconcepibile nella tradizione thailandese, dove non è mai la persona più illustre ad andare verso quella ritenuta meno importante. Lo stesso ha fatto il patriarca buddhista in Thailandia quando ha accolto Papa Francesco: lo ha atteso alla porta del tempio e poi lo ha preso per mano, sedendosi entrambi allo stesso livello. Sono gesti che lasciano un segno». MM

 

Chiesa e missione

Sono circa 400 mila i cattolici in Thailandia su una popolazione di 70 milioni di abitanti. La Chiesa è strutturata in 11 diocesi e 436 parrocchie con 700 preti locali, 1.500 religiose e un centinaio di missionari stranieri. Tra questi anche 12 sacerdoti del Pime, 10 italiani, un indiano e un filippino e una famiglia dell’Alp. Sono invece 2 i missionari thailandesi che sono entrati nell’Istituto: padre Nathi Lobi, proveniente da un villaggio akha e attualmente nelle Filippine, e padre Phongphan Wogarsa del Nord-Est, attualmente a Hong Kong.
Il Pime in Thailandia celebrerà i 50 anni di presenza il 10 settembre a Bangkok e il 19 novembre a Chiang Rai.
Il Centro Pime di Milano continuerà a sostenere l’opera missionaria in Thailandia nel corso di tutto il 2022 attraverso il Fondo S144.