Sud Sudan, un futuro oltre la guerra

È il Paese più giovane dell’Africa, nato nel 2011. Ma le grandi speranze del Sud Sudan si sono scontrate la guerra civile, le ripetute crisi umanitarie e, oggi, l’arrivo di centinaia di migliaia di profughi in fuga dal vicino Sudan. In prima linea, in mezzo a tante emergenze, c’è il missionario Christian Carlassare, vescovo di Rumbek, che da quasi vent’anni condivide il travagliato cammino di questa terra. Compresa la violenza: nel 2021 un attentato lo ferì gravemente alle gambe. Ma non si è lasciato scoraggiare: qui ci racconta la sua opera e quella della Chiesa sudsudanese per assistere la gente, promuovere l’istruzione dei giovani – in particolare le ragazze – e portare avanti un cammino di riconciliazione, unica via per un futuro di pace
 

Le ultime parole di Francesco da Juba: i cristiani siano sale e luce per portare pace

L’appello nella Messa conclusiva nel Paese africano con il maggior numero di sfollati e rifugiati a causa di una guerra civile: “Deponete le armi dell’odio e della vendetta”. “La speranza ha il volto delle donne, come santa Giuseppina Bakhita”. La promessa di continuare ad accompagnare il processo di pace in Sud Sudan insieme al primate anglicano Welby e al moderatore della Chiesa di Scozia Greenshields
 

Un ex rifugiato del Sud Sudan nuovo segretario della Comunione anglicana

Il reverendo Anthony Poggo non aveva ancora compiuto un anno quando con la famiglia fu costretto a fuggire in Uganda. Già vescovo di Kajo-Keji, a settembre succederà a un presule nigeriano nel ruolo di collegamento tra le 42 Chiese presenti in 165 Paesi che si riconoscono nella tradizione anglicana. A fine luglio a Canterbury la Conferenza di Lambeth che le vedrà tutte riunite
 
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